lunedì 29 febbraio 2016

IMMIGRAZIONE & RIFUGIATI: DOVE SEI EUROPA?

Pensieri ed inquietudini notturne.

La partita sulla quale si sta giocando il futuro dell'Europa intesa come comunita' di stati, uniti in una tentennante unione economica e zoppa unione politica si svolge ai due estremi del continente: al confine tra la Grecia e la Macedonia (FYROM) e sulle spiagge di Calais, quasi all'inbocco del tunnel della Manica, il braccio di mare che separa i disperati della "Jungla" dalla Gran Bretagna, la loro "terra promessa" ... quanta differenza fra le aspettative e la realta'.

In queste vicende, geograficamente lontane ma intimamente collegate, si gioca una partita, come abbiamo detto, ma a perdere.

Perdono tutti:
  1. L'Unione Europea ed i suoi stati membri che non hanno saputo fare il salto di qualita', non hanno voluto o saputo vedere il problema, si sono chiuse gli occhi rifugiandosi dietro la beata illusione che qualcun altro facesse il proprio lavoro. I paesi nordici pensando che i partners mediterranei potessero gestire la marea umana come fosse ordinaria amministrazione; i paesi mediterranei pensando che i cugini nordici avrebbero continuato a ricevere arrivi senza battere ciglio. Insomma: rimaniamo il solito nano politico (e pure sull'economia non e' che le ultime performance siano state delle migliori);
  2. I migranti/richiedenti asilo, che si trovano ormai in un limbo dal quale faticano ad intravedere una via d'uscita;
  3. I cittadini comunitari e quelli degli paesi europei interessati che non solo non vedono risolto il problema della gestione degli arrivi e della sicurezza, ma anzi se lo trovano esacerbato nel momento in cui le autorita' chiudono i centri di accoglienza (leggi: fetidi accampamenti) come quello di Calais ed i migranti sono dispersi nella natura presi dalla loro disperazione, che puo' degenerare improvvisamente per la fame o per semplice risentimento.

Cassandra ... si, siamo Cassandra ... tre anni fa alla visita di CSV a Calais avevamo lanciato l'allarme ... l'avevamo visto venire e puntualmente si e' prodotto ... perche' non poteva andare altrimenti. Solo che ora, da una emergenza umanitaria l'insipenza della classe politica europea e' riuscita a trasformarla in un nodo politico che mina alle fondamenta 50 anni di conquiste, di cooperazione e di stabilita' nel continente.

Buona notte.


sabato 20 febbraio 2016

BREXIT: ACCORDO UN ERRORE FONDAMENTALE

Nel momento in cui si accetta il principio che uno stato membro possa introdurre limitazioni per i cittadini comunitari residenti sul suo territorio che siano penalizzanti rispetto a quelle dei cittadini di detto paese, allora il concetto stesso di libera circolazione e di cittadinanza europea è morto e sepolto. E con esso l'Unione. 

O si accetta il principio di "Europa à la carte" per tutti e quindi si cambia radicalmente modello, oppure si spinga per una Europa a due o più velocità, come più volte abbiamo affermato in passato ma basta continuare con compromessi a ribasso che giovano solo alla demagogia e a chi gioca ad alzare sempre la posta per capitalizzare i vantaggi e non pagare il conto.

Sul tema si veda:



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sabato 13 febbraio 2016

TURCHIA E SAUDITI SCHERZANO CON IL FUOCO IN SIRIA

Nel ginepraio siriano l'ultima mossa azzardata e potenzialmente esplosiva e' quella ordita dal "califfo di Ankara" Erdogan assieme al regime assolutista e teocratico saudita per un intervento armato congiunto, non si capisce bene contro chi. 

Tutto lascia pensare che si tratti di una manovra in chiave anti iraniana, che certamente il regime degli Ayatollah non potrà accettare senza reagire. 

Ricordiamo che la situazione in Siria e' precipitata proprio in occasione delle troppe ingerenze esterne ... sul terreno e nei cieli operano già massicciamente Russia ed occidentali. 

Se il comune nemico si chiama ISIS, allora lo si dichiari come tale e si uniscano le forze in maniera coordinata. 

Qui gli scopi sembrano invece strumentali ai regolamenti di conti locali ... turchi contro curdi, sunniti contro sciiti, diversi fondamentalismi uno contro l'altro armati e con in mezzo la popolazione civile inerme tenuta in ostaggio e pronta per essere annoverata fra i profughi / rifugiati che affollano i confini esterni dell'Unione o muoiono durante il tragitto. 

L'Europa deve parlare con voce chiara e smettere immediatamente il flirt con il regime di Erdogan, al fascino del quale non ha resistito neppure l'algida cancelliera, e sottrarsi da operazioni ipocrite e straccione (ti paghiamo ma tu ti tieni i profughi). 

Purtroppo tutto sembra muoversi in direzione opposta e rischiamo di passare dal male del sedicente stato islamico al peggio del tutti contro tutti.

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