domenica 11 dicembre 2016

IL PATTO GENTILONI - 2.0

da Giolitti a Mattarella corsi / ricorsi storici e vittoria definitiva Democrazia Cristiana

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Sono trascorsi oltre 100 anni dall'omonimo patto fra Giolitti ed i cattolici rappresentati da Vincenzo Ottorino Gentiloni, che riporto' questi ultimi al centro della scena politica italiana dopo lo hiatus che durava dalla breccia di Porta Pia.
Per una curiosa ironia della storia, il nome "Gentiloni" si ripete; l'incarico al ministro degli esteri del governo Renzi Paolo Gentiloni (imparentato col Vincenzo Ottorino di cui sopra) da parte di Mattarella rappresenta il definitivo trionfo dello scudo crociato, avvicinando la definitiva chiusura della cosiddetta "seconda repubblica", sorta tumultuosamente e con grandi speranze come un fiore dalla sterco della prima repubblica travolta da tangentopoli, per poi ripiegarsi miserevolmente su se stessa in un disordinato miscuglio di notabilato politico e comitati d'affari che scimmiottavano i partiti politici di massa e le loro ideologie.

Gli alfieri più esagitati di #iovotoNO al referendum costituzionale che ha segnato il suicidio politico di Matteo Renzi ora non si lamentino troppo ... davvero credevano che le dimissioni del fiorentino fossero condizione sufficiente per andare ad elezioni? Essi dovrebbero sapere che la Costituzione della quale si sono erti instancabili difensori prevede proprio questo percorso istituzionale per il conferimento del nuovo incarico, che necessita solamente di fiducia parlamentare e non di approvazione popolar-plebiscitaria (i recenti casi Monti, Letta e lo stesso Renzi dovrebbero ricordarglielo).

Chiusa questa parentesi polemica (non che gli oltranzisti di #bastaunSI fossero meno "de coccio", intendiamoci ... ed hanno pure perso ...), dovremmo chiederci se non sia il caso di fare una riflessione: 
preso atto che le parole d'ordine "alternanza, maggioritario, governabilità" hanno ben poco senso nel nostro paese, dove la legittimazione politica segue ben altri canali ... non sarebbe meglio scollegare il "diritto di tribuna" proprio della rappresentanza parlamentare da quello dell'effettivo esercizio dell'azione di governo

In parole povere ... consentire a tutte le formazioni una libera espressione delle proprie idee in sede parlamentare (ad esempio con l'adozione di un sistema elettorale che preveda proporzionale puro senza soglia di sbarramento e collegio unico nazionale) ed un "capo del governo" eletto direttamente dal cosiddetto popolo a suffragio universale con ampia potestà legislativa su alcuni e precisamente enumerati temi, sfiduciabile solo con maggioranza qualificata dal parlamento (monocamerale) che in questo caso sarebbe immediatamente sciolto, con il PdR che vedrebbe ridotta la propria funzione a puro ruolo di garanzia tramite l'ultima parola sulle leggi (ad esempio, chiedendo una pronuncia del parlamento su un provvedimento del governo o bocciandolo per vizio di costituzionalità, etc)?

Concetti ancora in divenire, ma che forse si applicherebbero meglio al nostro paese, che non e' riuscito finora a tradurre in pratica le buone intenzioni emerse dalla tempesta politico-istituzionale di oltre un ventennio fa ... 



martedì 6 dicembre 2016

ITALIA: LE OPPORTUNITA' POLITICHE DEI DUELLANTI

- Controcorrente: di Francesco Preti -

In politica non esistono posizioni dominanti permanenti , ma solo opportunità e rischi.
Vediamo su quali opportunità stanno giocando i vari soggetti politici italiani.

RENZI - BERLUSCONI
Forte del suo 40% dei SI' vuole creare una coalizione dei "willings" per implementare il cambiamento. Il che vuol dire che sarà ancora più rude che mai con la minoranza interna.
Il motto di Renzi sarà "noi del cambiamento", contro chi vuole lo status quo. Cambiamento, ma rimanendo all'interno della UE.

La politica pratica di Renzi sarà di vincere le elezioni insieme ai "willings", il che vuol dire una Grosse Koalition al secondo turno. Se ci arriva Renzi, allora Verdini / Berlusconi / Alfano voteranno per lui. Se ci arriva il centro-destra al secondo turno, allora Renzi li voterà.

GRILLO - SALVINI -MELONI
Forte del suo 20-25%, Grillo giocherà a scardinare la Grosse Koalition. Deve fare qualcosa di forte per farlo, tipo referendum uscita dall'Euro, da Schenghen o dalla UE. E' l'unico modo che ha di marcare il "vero cambiamento" e cosi contrastare Renzi e la sua Grosse Koalition.

Probabilmente Salvini e Meloni si accoderanno a Grillo. In questo caso la coalizione potrà contare su un 40% di voti "anti-sistema".

Insomma, nel dopo referendum, tutti diranno di essere la forza di cambiamento ed accuseranno gli altri di non esserlo.

Nessuno avrà un programma pratico che includa la soluzione dei veri problemi e ce ne sono tanti: il debito italiano, il conflitto d'interesse del MEF, le banche, la strategia dei trasporti e dell'energia, ecc.

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I 1000 GIORNI DI MATTEO RENZI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Maurizio Noris

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L'Italia sarebbe riformabile solo con grandissimi sacrifici e con la ristrutturazione di tutto lo stato sociale... cosa che nessuno vuole accettare. 
 
La Costituzione non è mai stata il problema: non sono i 200 senatori in più ad affondare l'economia, non è il bicameralismo (con il lodo Alfano hanno già dimostrato che quando vogliono il bicameralismo funziona da Dio), non è il CNEL, non sono le province. 
 
La riforma costituzione veniva spacciata come panacea di tutti i mali, eppure non riusciva nemmeno a risolvere i problemi marginali usati come cavallo di battaglia dai renziani (il nuovo senato sarebbe stato comunque costoso, inutile, confusionario, pieno di ombre).

La riforma costituzionale non sarebbe stata un punto di partenza come più volte annunciato... esattamente come il No non servirà a salvare il paese. 

Detto questo, Renzi ha, a mio avviso, due meriti che sanno di miracoloso. 
  • il primo è quello di aver riportato gli italiani in massa alle urne, 
  • il secondo è quello di avermi fatto rivalutare in positivo Berlusconi. 
Pperche renzi, con le sue manovre da specchietto delle allodole, ha tentato di ripetere esattamente ciò che il cavaliere aveva provato a fare (fallendo): plasmare il paese sulla sua persona raccontando palle agli elettori (job act in primis). senza tuttavia averne la "credibilità", il carisma, la dialettica. 

Renzi si è dimostrato arrogante, saccente, irritante (oltre che impreparato e non all'altezza): ha tentato di superare il "maestro" senza averne le capacità (il che è tutto dire).

In 1000 giorni, Renzi:
  • non è nemmeno riuscito a iniziare ciò per cui era stato chiamato (o per cui si era insediato), cambiare la legge elettorale;
  • ha fatto cadere due governi, un record;
  • ha promosso una riforma costituzionale inutile come fondamentale;
  • ha commesso l'errore di legarci il suo destino; 
  • ha fallito miseramente. 
Avrei preferito restasse al suo posto, per evitare un nuovo governo tecnico o un rimpasto, ma nemmeno quello ha saputo gestire: una sconfitta cosi clamorosa non gli ha lasciato scelta.

Renzi ha sbagliato tutto, ha giocato con il futuro del paese per arroganza e carriera personale.
 
Sarebbe ingenuo pensare che senza di lui le cose andranno meglio, perché le alternative sono dello stesso livello, se non per certi versi ancora più inquietanti.
Perché nessuno ha a cuore le sorti del paese, ma semplicemente i propri interessi, sia quelli nel "SI", che nel "NO".
 
Sono contento abbia vinto il NO: ritengo la riforma fosse malfatta e potenzialmente peggiorativa. Ma so perfettamente che le riforme necessarie non verranno mai fatte, da nessuno.

Un'ultima cosa. per chi incensa il 40% di voti... Renzi non ha corso da solo. Aveva compagni di merende illustri. e ha usato magnificamente i social, ormai vero e proprio campo di preparazione per la battaglia. troll, fake account, pagine di propaganda: per mesi sembrava i sostenitori del SI fossero addirittura in maggioranza.

ps: i mercati non sono affondati come previsto, l'Euro ha recuperato nel giro di mezza giornata.
 
 

lunedì 5 dicembre 2016

IL GIORNO DOPO: LA SAGGEZZA DEL ROCK

Dopo la sbornia referendaria e prima di balzare a conclusioni affrettate sul "dopo", sul "da farsi", in attesa delle decisioni del "Colle" (probabilmente già precotte), riflettiamo su questa questione: se i fondamentali del sistema politico restano invariati, allora il nuovo "padrone" non potrà che risultare espressione dello stesso gruppo di potere / comitato d'affari che ha espresso il vecchio.

Usciti dalla tragicommedia berlusconiana, siamo passati dalle stagioni di Monti, con il suo "governo del presidente"; Letta, espressione presentabile del "nuovo che arranca"; per approdare a Renzi che ha sdoganato la "fusion" fra il manuale delle giovani marmotte, il metodo "boy-scout" e le tradizionali consorterie neodemocristiane come sistema di governo. 
Sulla colonna sonora di una canzone mitica degli anni '70 che parlava proprio di questi temi, dell'allineamento fra le illusorie aspettative e la realtà, riflettiamo che, se ora rimanessimo fermi allo status quo, potremo solo chiederci: chi sarà il prossimo con il quale dovremo prendercela?
The Who: Won't Get Fooled Again

sabato 3 dicembre 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE: IL FIDEISMO DOGMATICO DELLA TENZONE AL GIORNO DECISIVO ...

Finalmente si vota e si chiude questa squallida campagna elettorale dove i due fronti contrapposti del #bastaunSI e di #iovotoNO hanno fatto a gara a dare il peggio di se' fra bufale, inesattezze, menzogne belle buone e terrorismo psicologico reciproco, creando paure, confusione e stress nella maggioranza della popolazione disinformata e demunita, oltre a disgustare tanti amici in buona fede che frequentano le nostre pagine e che avrebbero voluto discutere del merito di queste riforme per approvarle o cancellarle.

Da parte nostra invidiamo invece la fede cieca che ha sostenuto per mesi i talebani di uno schieramento contro i pasdaran dell'altro, che potranno finalmente sfogare la loro foga elettoralistica e scegliere liberamente se conservare un Senato composto da statisti del calibro di Razzi, Scilipoti o Verdini piuttosto di uno di nuova concezione ove possano sedere padri della Patria come De Luca, Zaia o Maroni.

Purtroppo noi, miscredenti quali siamo, possiamo solo rifugiarci dietro al convinto #IoNONvoto, visto che le due opzioni per noi sono entrambe diversamente disgustose.

Oggi chiudiamo quindi il nostro sondaggio referendario, ringraziando tutti i nostri amici (469) che hanno voluto esprimere la propria opzione in piena libertà ... ci siamo divertiti molto in questi mesi, fra dotte discussioni, chiassosi "scazzi, lazzi, frizzi e sfotto' ".

Aspettiamo impazienti i risultati per vedere se siamo stati "rappresentativi" dell'elettorato medio (che da noi ha scelto a larga maggioranza il "NO") e, soprattutto la prossima consultazione per replicare, sperando di poter godere in quella occasione di una vera scelta e non dover di nuovo assistere da spettatori al solito ipocrita sterile esercizio plebiscitario.




mercoledì 16 novembre 2016

POSIZIONE ITALIA SU BUDGET UE: DISTINGUERE LA RINCORSA ALLA DEMAGOGIA DALLA SOSTANZA

Dopo la "censura" alle bandiere della UE dietro alla scrivania, il governo italiano continua nella sua linea di smarcamento dalla perfida Bruxelles, stringendo l'occhio alle pulsioni eurofobe ed euroscettiche, alcune delle quali basate su fatti non proprio privi di fondamento.


Come annunciato ormai da tempo, il governo tricolore ha roboantemente dichiarato di voler mettere il "veto" al bilancio UE, minaccia della quale abbiamo dato atto nel nostro gruppo FaceBook poche ore fa.


Ora, senza entrare nel merito delle questioni sollevate, delle quali stiamo discutendo in altra sede, questo atteggiamento appare quantomai stucchevole se si pensa che, per tutta la durata del governo Renzi, l'ITALIA HA VOTATO COSTANTEMENTE A FAVORE DI TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, i provvedimenti discussi in sede di Consiglio UE!


Ora, vedremo per quanto tempo il duo Renzi & Gozi riusciranno a tenere il broncio ... ma ci aspetteremmo quanto meno un atteggiamento meno supino sui provvedimenti concreti controversi (e ce ne sono), che renderebbe più credibile e coerente le attuali prese di posizione per non fare l'ennesima figura della "tigre di carta".
Tigre di carta

giovedì 10 novembre 2016

ALCUNI DATI INTERESSANTI MA NON ABBASTANZA EVIDENZIATI DAI MEDIA SULLE ELEZIONI PRESIDENZIALI USA

All'indomani dello "choc" (per quelli che nei mesi scorsi hanno dormito, non hanno visto o non hanno voluto vedere) successo del controverso Donald Trump, vale la pena di compiere una riflessione più approfondita sul risultato elettorale, che vada al di la' del becero semplificazionismo che vede contrapposti i "catastrofisti" agli entusiasti sostenitori del "cambiamento" (???) rappresentato dal neo-presidente.

A questo proposito, abbiamo dato conto nelle settimane scorse che la corsa Trump vs Hillary ed il miraggio del bipartitismo fosse in realtà una pietosa mistificazione dei mezzi di (dis)informazione di massa locali ed internazionali, che hanno omesso di considerare anche gli altri candidati in lizza (il c.d. "terzo partito") nel corso della rivoltante campagna elettorale e la (conseguente) fortissima percentuale degli astenuti.

Alcuni dati che abbiamo preso velocemente online per introdurre il tema di discussione

  1. Astensione: hanno votato meno del 52% degli aventi diritto, pari a circa 128milioni su del corpo elettorale di circa 241 milioni (di cui circa 200 si erano registrati per votare). Il dato e' più basso non solo di quello record del 2008, quando "l'effetto Obama" mobilito' schiere di votanti, ma anche di quello del 2012 quando la luna di miele era già ormai tramontata. Si conferma quindi una tendenza al declino che e' iniziata ormai dagli anni '50 del secolo scorso, che evidenzia quindi stanchezza, sfiducia ed il sentimento di dover partecipare ad un esercizio plebiscitario, dovendo scegliere fra due candidati dei quali non si condividono le idee (e non avendo forse ne' conoscenza ne' convinzione ne' motivazione per votare il "terzo partito"). Abbiamo sempre sostenuto che il diritto di astenersi e' uno dei cardini della cosiddetta "liberaldemocrazia" compiuta, ma e' anche vero che quando essa continua nel tempo essa indica un fallimento del sistema politico nel produrre "alternative" percorribili che restituiscano fiducia nel processo democratico ed invoglino la "partecipazione" popolare, che il mero astensionismo fine a se stesso non contribuisce a formare se non attraverso un difficile esercizio di "astensionismo attivo" che presuppone un elettorato maturo, interessato alla "cosa pubblica" e non disponibile a votare "il meno peggio".
  2. L'elettorato del "terzo partito", vale a dire l'insieme di tutte le forze che non siano i due oligopolisti (Repubblicani e Democratici) che puntualmente ad ogni elezione si spartiscono le "spoglie", ha raccolto circa il 5% dei voti, vale a dire quasi 6 milioni di elettori che non si riconoscono nei due "cartelli" elettorali, che sarebbe meglio chiamare "comitati d'affari".
Fonte


In USA queste realtà divise e disorganizzate (astensionisti più o meno attivi e "non conformisti" del "terzo partito") rappresentano una (corposa) minoranza, dispersa e spesso legata a visioni discutibili del mondo, dell'uomo e delle storia (ma di certo non peggiore di vari esponenti di primo piano dei due principali contendenti).
La situazione europea e' molto diversa, in quanto gli "spazi" politici sono stati occupati da una serie di personaggi, spesso coscientemente "mediatizzati" visto che la loro estrosità "tirano su gli ascolti", i "squatters elettorali" onnipresenti alle trasmissioni di intrattenimento e che hanno nei fatti bloccato la possibilità di costruire una alternativa di governo credibile (ed evitiamo di fare nomi e cognomi, onde evitare scatenare cagnare da parte dei rispettivi "partigiani").  Ci rimangono quindi sono gli "astensionisti attivi" sui quali sperare per "dare una scossa" al sistema inceppato.
Da essi si deve e si può partire per costituire una base da plasmare per ripartire e proporre un'alternativa credibile e non congreghe folcloristiche, stimolando quella partecipazione di base che sola può assicurare un futuro al sistema di democrazia rappresentativa come lo conosciamo. 
Esso e' arrivato al limite della formula, alla "oclocrazia" ed ai demagoghi, alcuni ben riconoscibili e quindi non pericolosi, altri in incognito sotto le rassicuranti vesti di politici "responsabili" e "razionali", che spesso nascondono invece inconfessabili compromissioni con il sottobosco finanziario-malavitoso che e' il vero "king-maker" (o il "puparo"), che dir si voglia ... 

mercoledì 2 novembre 2016

NON SOLO TRUMP VS HILLARY

Gli Stati Uniti, si sa, sono un paese complesso per non dire complicato ... anche per quanto riguarda le elezioni presidenziali. 

Mentre gli occhi del mondo (e dell'Unione) sono puntati su due candidati "diversamente pessimi", ce ne sono altri in lizza, moltissimi, che non fanno le prime pagine dei giornali ... in un circolo vizioso del ... "meno ne parli, meno possibilità hanno, meno ne parli, etc" ... dei veri e propri "candidati senza voce" ai quali ci sentiamo quindi vicini, senza entrare nelle specificità della loro proposte politiche (alcune delle quali decisamente folcloristiche). 

Il primo fra questi cosiddetti "terzi partiti" e' rappresentato, anche in questa occasione, dai cosiddetti "libertari" (individualismo estremo, libertà di impresa, lotta allo stato sprecone ed al welfare state), che sono presenti in tutti e 50 gli Stati dell'Unione e nel Distretto Federale di Columbia. Seguono, presenti in 40 stati, i "verdi" (saltato Bernie Sanders dalla nomination democratica ora hanno le mani libere) ed il "partito costituzionale" (proto-conservatori di tendenze teocratiche). In posizione di rincalzo un'altra trentina di partiti e candidati indipendenti di varia colorazione (con la solita parcellizzazione "a sinistra" vista la proliferazione di partiti "socialisti"), seguiti da centinaia di candidati senza alcuna rappresentazione o rappresentatività (per la lista completa si veda questo link).  

Insomma, se i cittadini USA non si considerano rappresentati in larga parte dai candidati emersi dalle primarie dei partiti tradizionali (Donald Trump, Repubblicano e Hillary Clinton, del Partito Democratico) ed hanno voglia di registrarsi e partecipare, non hanno che l'imbarazzo della scelta.

Immagine: politics1.com.
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TURCHIA: AVVICINAMENTO FRA ERDOGAN ED I "KEMALISTI"?

GroßeKoalition in Turchia in un "compromesso" storico degno delle migliori alchimie del bizantinismo locale?

Viviamo tempi interessanti ... nazionalismo laico e "fascismo islamico" (si, lo sappiamo, e' un termine improprio ma entrato ormai in letteratura "scientifica", quindi consentitecelo ) che vanno a braccetto ... ci mancano solo i lupi grigi con l'ultra-nazionalismo "nero" e poi siamo a posto!
 
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L'ISTERIA SUI COSACCHI ED IL "PERICOLO ROSSO", CON OLTRE MEZZO SECOLO DI RITARDO

Dal nostro corrispondente a Mosca, Maurizio C.
Abbiamo più volte evocato la "media war" in atto rispetto alla contesa fra il cosiddetto "occidente" e lo "orso russo" rappresentato nell'immaginario collettivo da Vladimir Putin.

Il dubbio che ci assale, analizzando alcuni degli articoli della stampa nostrana, non ultimo quello de "La Stampa" di oggi, è sempre lo stesso: manipolazione o cattiva informazione?

Va da se che, anche all'osservatore più "partigiano" ma con ancora un minimo di senso critico, l'articolo della stampa parrebbe più interessato ad avvicinare i "5 stelle" all'orco Putin per riabilitare il nobile Renzi, quindi non vale neppure la pena di discutere sul merito.
  
Solo pochi giorni fa il Corriere, pubblicando un articolo del corrispondente italiano in Russia (che in Russia non ci sta affatto e che vive, quindi, di informazioni di seconda mano), parlava di un paese pronto alla terza guerra mondiale con tanto di razionamento del grano. Cattiva informazione senz'altro, ma anche populismo, perché parlare di Russia pronta a bombardare fa molto cool.

RT (ex Russia Today) è una testata del Cremlino, lo sanno tutti. ma che dedichi "un’ampia copertura alle news italiane" è una supposizione della stampa priva di fondamento: basta dare un'occhiata al sito per rendersene conto.
In Russia nessuno conosce Renzi (sottolineo NESSUNO): i più informati sanno semplicemente che il premier non è più Berlusconi.
 
Qualsiasi quotidiano è politicizzato, anche il più neutrale (basti pensare al Sole24 ore, che per merito di Napoletano è diventato in politica interna obiettivo quanto l'Unità dei bei tempi andati) ... e ognuno sceglie la testata più in linea a conferma delle proprie teorie (il famigerato "confirmation bias" che già abbiamo evocato piu' volte in passato, n.d.r.).
 
Gli americani hanno risvegliato (pensando di trarne vantaggio) i risentimenti anti-russi degli ex paesi sovietici. odii comprensibili ma legati al passato URSS o Zarista, ed assolutamente ridicoli oggi.

In Lituania addirittura pare (sottolineo pare, non ho indagato) che il governo stia addirittura distribuendo volantini per preparare la popolazione ad un'invasione russa. Questa è isteria, o demagogia, oppure mera propaganda per distogliere l'attenzione da problemi reali. La Germania nei mesi scorsi ha definito il rischio di un'invasione russa reale quanto la minaccia dell'ISIS; vorrei chiedere alla Merkel quanto pensa sia possibile che Mosca invii tank su Berlino!

I governi occidentali stanno cercando un nemico esterno per distogliere l'attenzione da problemi interni: non ci sarà alcuna invasione ne' guerra nucleare... a meno che non saremo noi stessi a renderla inevitabile, prigionieri delle nostre paure o pregiudizi.

Una cosa pero' possiamo fare: evitiamo di rilanciare puttanate descritte da articoletti di bassa lega dalla povera stampa nostrana, almeno!


martedì 1 novembre 2016

500 anni di Riforma Protestante

Si sono aperte ufficialmente ieri le celebrazioni per il mezzo millennio della Riforma Protestante, che dureranno un anno e per le quali la Germania ha stanziato cifre considerevoli (si parla di una cifra fra i 500 milioni ed il miliardo di Euro che saranno recuparati, almeno in parte, attraverso i turisti che arriveranno per questa sorta di Giubileo d'oltralpe e che porterà in terra tedesca molti dei circa 800 milioni protestanti nel mondo, situati principalmente in terre con un alto potere di spesa pro-capite).

Secondo la tradizione, il 31 ottobre 1517 Martin Lutero (religioso e professore di teologia all'università di Erfurt) affisse le famose 95 tesi sul portone della Chiesa di Ognissanti a Wittenberg. Le tesi denunciavano le pratiche mondane della Chiesa di Roma, soprattutto al cosiddetto "traffico delle indulgenze".

Perché anche noi, dichiaratamente laici per quanto riguarda la vita pubblica, riteniamo importante ricordare questo momento? Beh, perché l'impatto fu dirompente: su questioni fondamentalmente religiose si innescarono una serie di rivendicazioni politiche con principi locali che fecero proprio il discorso luterano facilitando l'affrancamento non solo economico, strategico, politico ma anche culturale dell'area Germanica dall'Europa meridionale, quest'ultimo facilitato dalla traduzione in tedesco della Bibbia ad opera dello stesso Lutero.

La Riforma ebbe anche come effetto lo scatenarsi di disastrose e crudelissime "guerre di religione" che insanguinarono il continente europeo per almeno due secoli fino ad almeno alla pace di Westfalia del 1648, che concludeva la c.d. "Guerra dei Trent'anni" che aveva ridotto, insieme alla peste nera portata dalle truppe, la popolazione dei principati coinvolti anche del 50%. Risulta obbligato un parallelo con quanto sta succedendo in questo momento nel mondo arabo, dove nella secolare rivalità religiosa Sunniti-Sciiti si innestano invece interessi economici e politici molto terreni. 

Nasceva pero' anche quella "etica protestante" resa immortale dal concetto weberiano su cui e' imperniato lo spirito del capitalismo "sano" ed al quale sarebbe auspicabile un ritorno ... che si debba anche noi preparare qualche decina di tesi per affiggerle nel portale virtuale della cattedrale del neo-paganesimo moderno che si chiama Internet?

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lunedì 31 ottobre 2016

TERREMOTO NELLE MARCHE: LA FORZA DELLA NATURA

Impressionante video della scossa ripresa da un gruppo di cacciatori ... sconsigliato agli impressionabili ed alle persone sensibili al linguaggio "forte".

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sabato 29 ottobre 2016

CROLLO DEL PONTE IN BRIANZA: SICUREZZA DEI TRASPORTI INDEGNA DI UN PAESE CIVILE

Queste sono le drammatiche immagini del momento del crollo del ponte nei pressi di Annone Brianza sotto il peso di un normale camion, altro che trasporto eccezionale! 

Il video del momento esatto del crollo ... impressionante ... che vi fosse uno spostamento anomalo del punto di giunzione si vedeva anche ad occhio nudo dal filmato prima dello schianto ... poi parlano di calamita'!

Inutile commentare ulteriormente, le immagini parlano da sole ... rimane solo la pietà per la famiglia distrutta e la consapevolezza che può succedere a chiunque di noi in qualunque momento a causa della negligenza criminale e della burocrazia.

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Partecipa alla discussione su questo tema nel nostro gruppo FaceBook.

venerdì 28 ottobre 2016

Riflessione a freddo sui fatti di Goro

A qualche giorno dai fatti di Goro e Gorino, allorquando abitanti del circondario hanno eretto barricate per impedire che una struttura alberghiera locale fosse trasformata in centro di accoglienza per migranti, come previsto da un'ordinanza prefettizia, crediamo che sia giunto il momento di ricapitolare la situazione, prendendo spunto dalla accesa controversia che si e' scatenata sul nostro gruppo di discussione su FaceBook.

Senza entrare nel merito dei torti e delle ragioni e senza poter investigare a fondo su cosa sia realmente successo nella cittadina del ferrarese (e perché); tralasciando la maniera spesso tendenziosa nella quale la vicenda e' stata narrata e strumentalizzata dagli organi di informazione nazionale ognuno per portare acqua al mulino delle proprie tesi, vorremmo porre l'attenzione su alcuni aspetti fondamentali. 

Rileviamo, innanzitutto, che in questa vicenda si incentrano più temi:


  • La situazione generale della (mala)gestione della questione immigrazione a livello europeo e nazionale;
  • Le paure rispetto a sicurezza e perdita di "identità culturale" che ciò ingenera nella popolazione "indigena"
  • La difficoltà di comunicare non solo nei confronti di questa varia umanità che arriva da lontano ma anche rispetto ad una serie di valori fondamentali condivisi che a quanto pare tali non sono, il che ingenera incomprensioni, frustrazioni e mette gli uni contro gli altri (un esempio lampante e' stata la discussione nel nostro gruppo già richiamata poc'anzi, dove crediamo che ciascuno abbia fatto a gara per tirare fuori il peggio di se' stesso);
  • Un generale senso di frustrazione rispetto a più o meno tutto: lo stato, l'Europa, il governo, la politica, "l'altro", con pericolosi rischi di deriva verso la chiusura ed il settarismo;
  • La tentazione di ricorrere, da una parte e dall'altra a pericolose scorciatoie ... l'abuso dell'autorità da un lato ed il fascino oscuro del pogrom dall'altro;
  • Il "conflitto di civiltà" non e' solo un rischio geopolitico ma anche una pericolosa eventualità interna, con da un lato (e qui ripeto quanto scritto in altre occasioni) l'incultura intollerante e dall'altro l'ipocrisia buonista ... con il razionalismo, di cui ognuno si erge poi a torto difensore, vittima sacrificale nel mezzo.

Detto questo, vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla discussione. Come amministratori non possiamo esimerci dallo scusarci con chi si sia sentito offeso o vilipeso ... non era questa la nostra intenzione ma essere un think tank indipendente non vuol dire che i suoi amministratori debbano rinunciare ad esprimere le proprie convinzioni, qualora se ne abbiano. 

In questo senso, vi sono alcuni principi non negoziabili per quanto ci riguarda; il primo dei quali e' il senso di umanità, a difetto del quale le relazioni sociali non hanno più alcun senso e si ripiomba nella logica hobbesiana dell' homo homini lupus, che mi può stare anche bene, ma che portata al parossismo ed applicata a tutte le situazioni vorrebbe dire che non si offre quartiere a nessuno ... al "negro" come alla vecchia che rovista nei rifiuti o al terremotato di un altro campanile. 

Buona giornata.

Partecipa alla discussione su queste riflessioni accedendo a questo link.

domenica 23 ottobre 2016

Sondaggio intenzioni voto Referendum Costituzionale - si consolida il fronte del "NO"

Rilevamento periodico sondaggio Candidati Senza Voce su intenzioni di voto nel Referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016, arrivato al giorno 152 il 23 Ottobre 2016

La diminuzione degli indecisi favorisce il "NO" che arriva ormai al 77% dei voti espressi.

Rilevamento ed elaborazione Candidati Senza Voce

AGGIORNAMENTO


Dati aggiornati al 12.11 con una forte avanzata del "NO" li trovate qui.

sabato 22 ottobre 2016

FAQ: COS'E' CANDIDATI SENZA VOCE?

Riceviamo questa domanda nel gruppo di discussione FB.



RISPOSTA

Candidati Senza Voce non e' un partito o un movimento, ma un "think tank" indipendente che non riceve finanziamenti pubblici come, invece, le fondazioni politiche collaterali alle grandi famiglie politiche europee (Popolari, Socialisti, Liberali, Verdi, Sinistra, etc), quindi libero da costrizioni da parte di "sponsor" ingombranti che potrebbero voler influenzare il pensiero dell'organizzazione ...

Il nostro obiettivo e' quello di  di elaborare politiche percorribili da sottoporre ai livelli decisionali competenti ... cosa che facciamo con alterne fortune. 

La collaborazione e' aperta a tutti, di qualsiasi coloro politico o estrazione socio-culturale ... basta che abbiano un minimo di cognizione di causa ... se vogliono perdere il loro tempo, noi non abbiamo intenzione di perdere il nostro.

Ci viene fatto spesso rilevare che non abbiamo statuti o regole sufficientemente "democratiche" o un bilancio certificato (quest'ultima fra le scuse utilizzate dalla Commissione di Vigilanza per impedirci di partecipare ai "programmi dell'accesso").

Verissimo, siamo una organizzazione di privati cittadini e ci comportiamo secondo regole del comitato di redazione, esse sono pubbliche e rese note ai partecipanti alle nostre discussioni. Non siamo stati eletti al parlamento o in altre assemblee, non riceviamo contributi ne' pubblici ne' privati, basiamo la nostra azione politica esclusivamente sul volontariato quindi non siamo tenuti ad alcunché. La nostra legittimazione si basa sulla partecipazione che e' gratuita e facoltativa

Rispetto alle politiche recepite dagli organi istituzionali, beh, vantarsi di essere stati strumentali nel causare il ritiro precipitoso del prelievo forzoso sui bonifici esteri nel 2014 già basterebbe da sola a giustificare la nostra esistenza :) ... possiamo pero' citarne altri più "sottili" ...

  1. L'arretramento su posizioni concilianti della retorica governativa sulla flessibilità ...
  2. Le recenti esternazioni del premier, ancora un po' confuse sulla questione della gestione dei rifugiati, degli hot spot, etc;
  3. L'aver sbugiardato personaggi squalificati come il falso liberale Zanetti quando ancora tanti gli davano credito e leccavano i piedi ...
  4. L'ammorbidimento delle posizioni del governo italiano sulla questione sanzioni alla Russia
Potremmo anche continuare ... certo, sarebbe sciocco pretendere che nei casi di cui sopra (1-4) sia solo o prevalentemente "merito nostro" ... ma ci piace pensare che abbiamo contribuito come la famosa goccia che fora la roccia o il battito d'ali di una farfalla che scatena l'uragano ...
E' un dato obbiettivo e verificabile che, n maniera diretta o indiretta il nostro "cazzeggio" quotidiano raggiunge decine di migliaia di persone in Italia e nel mondo, potenziali elettori (a meno che non siano adepti dell'astensionismo attivo al quale si sono loro malgrado convertiti alcuni dei nostri animatori vista la mancanza di alternative serie) ... ed i partiti hanno interesse a catturare un bacino elettorale cavalcando tigri che arrivano dai sommovimenti profondi della società ... su questo meccanismo ci basiamo per generare "influenza positiva", invece del "commercio di influenze" che caratterizza la politica politicante ...

Certo, un progetto troppo raffinato, difficile e sottile, troppo sotterraneo per sperare di ricavarci qualcosa di tangibile, incomprensibile per chi da decenni e' abituato alle sparate nelle aule parlamentari avulso dal contatto con la realtà o ad aizzare la piazza in maniera irresponsabile per ricavarne qualche aleatorio vantaggio politico, salvo poi versare lacrime di coccodrillo o dare la colpa agli altri quando il sangue comincia a scorrere ...
Possiamo vantarci di essere più affidabili di molti organi di stampa od opinion leaders italiani: capillarizzati senza costi di corrispondenti visto che i nostri sono volontari, citiamo fonti da mezzo mondo, diamo voce ad opinioni diverse senza una linea imposta. 

Coloro ai quali il nostro gruppo piace possono leggere e commentare ... altrimenti, il mondo e' grande, non c'e' obbligo di frequenza.

venerdì 21 ottobre 2016

POLEMICA INTERNA A FACEBOOK SU ESTERNAZIONI DONALD TRUMP

Riflessioni notturne ...

Ritorna l'ennesimo interrogativo epocale, di volta in volta riportato alla ribalta dalle dichiarazioni di personaggi dei quali in un mondo perfetto potremmo fare volentieri a meno ... dove finisce la libertà di parola ed inizia l'arbitrio della cazzata?

E' sempre possibile permettere a tutti di dire tutto sempre e comunque?

E se non e' permesso a tutti, che ne e' del diritto di tribuna e della volontà popolare?

Di questi ed altri temi scottanti vi lasceremo occuparvi questa notte, se colpiti da forte insonnia o crisi di identità. Sogni d'oro.

La redazione.

 
... questioni epocali ... discutine anche tu su Candidati Senza Voce ...



EQUITALIA: NESSUNA FUSIONE CON AGENZIE DELLE ENTRATE

L'annunciata "rivoluzione copernicana" rischia di rimanere un annuncio in una slide del PdCM Matteo Renzi, (si veda ad esempio l'articolo di "Repubblica").

Gia' all'epoca della presentazione di disegni di legge "anti-Equitalia" (es. Minzolini-Aracri; M5S, etc ...) invitammo a prestare molta attenzione ... a non fare passare il messaggio all'opinione pubblica che eliminando il gabelliere si possa risolvere l'annoso problema della spesa pubblica e dell'efficienza della pubblica amministrazione.

Come previsto, la chiusura di Equitalia è pura demagogia populistica, con il governo e specialmente il suo presidente alla ricerca dei riflettori e dell'effetto-annuncio, in una pericolosa rincorsa a chi la spara più grossa ... come se chiudere una manovra del genere equivalga a dire che non si pagano più tasse ... poi qualche povero di spirito ci cade sempre ed alla fine a rimetterci sarebbe solo la collettività, che si dovrebbe accollare i costi della transizione, con il seguito di assunzioni clientelari che andrebbero ad ingrossare i ranghi del mare magno del pubblico impiego.

Questa apparente isteria è in linea con il recente slogan fiscale del presidente del consiglio, che recita: "pagare meno per pagare tutti", che ha rovesciato la prassi storica della cosiddetta sinistra di lotta e di governo che recitava ... "pagare tutti per pagare meno". 

Ne è passata di acqua sotto i ponti ... a voler pensare male, potremmo azzardare che implicitamente si getti la spugna rispetto, da un lato, alla riduzione della enorme spesa pubblica improduttiva e clientelare e, dall'altro, alla lotta contro l'altrettanto enorme evasione fiscale, due fenomeni perversi che si autoalimentano ...

Equitalia non e' la malattia del paese, ma un suo sintomo ... la burocrazia vessatoria (l'antitesi di quella "razionale" weberiana) esiste nella misura in cui risulta funzionale alla stabilizzazione ed agli interessi della classe politica parassitaria ed alle cricche rappresentative del capitalismo clientelare del paese ... non possono sopravvivere le une senza le altre.

"... un Fiorino ..."


 

TAR SI DICHIARA INCOMPETENTE SUL QUESITO REFERENDARIO: VERSO IL VOTO!

Il TAR non è l'organo deputato a valutare questioni che riguardano un referendum, che sarà pure un "atto amministrativo", ma che è stato prima valutato dalla Corte di Cassazione di Roma, come è nella prassi, e dopo dal Presidente della Repubblica, garante della Costituzione. 

Comunque la si pensi sul merito della questione, solo "ingenui" potevano pensare che il TAR avrebbe potuto fermare un Referendum. Ora cosa faranno? Un altro strumentale ricorso al Consiglio di Stato? O si accontenteranno di capitalizzare la propria giocata magistrale, che sapevano che la loro richiesta sarebbe stata bocciata e ancora una volta una ragione di stato li fa martiri ed eroi combattenti, del nuovo ordine mondiale occulto ...

La lotta politica non si fa sui contenuti si fa con i sotterfugi da legulei di bassa statura. I sostenitori a spada tratta del "SI" ed i partigiani del "NO" si affrontino alle urne e lascino perdere questi sciocchi cavilli ... per quanto ci riguarda, ribadiamo il nostro "non expedit" in una consultazione che quale sia il risultato lascerebbe irrisolti i grandi nodi strutturali del paese ed invitiamo gli amici di CSV a dire la loro nel nostro sondaggio online.

Partecipa alla discussione sulla decisione del TAR sul nostro gruppo FaceBook!

venerdì 14 ottobre 2016

DELEGIFICAZIONE E SEMPLIFICAZIONE UE: A CHE PUNTO SIAMO?

Facciamo il punto periodicamente sull'annunciato processo di semplificazione e delegificazione a livello europeo, annunciato, lungamente atteso ma ancora lungi dall'essere veramente iniziato (la c.d. "Better Regulation"). L'ipertrofia legislativa non e' ormai solo propria del nostro paese ma ha contagiato da anni il processo decisionale europeo.

Nonostante le annunciate buone intenzioni, il processo resta ancora, purtroppo, lettera morta ... ed il "legificio" che pare ormai diventato la ragion d'essere della Commissione, continua ...

E' pur vero che la tendenza alla frenesia produttiva pare essersi avviata ormai da anni verso una diminuzione delle leggi prodotte ogni anno (vi veda grafico sottostante).
Ciò non deve pero' far dimenticare che il corpo delle leggi in vigore e' incrementale rispetto a questi numeri, che vanno sommati (al netto delle norme cancellate), dando luogo all'incredibile numero di 19876 provvedimenti legislativi in vigore (circa) alla data di questo editoriale (fonte: Repertorio della legislazione dell'Unione europea).
Vale la pena notare che, in questo mare magnum per azzeccagarbugli e legulei, siano "ben" 24 (ventiquattro) quelli che si occupano di "Europa dei cittadini" ... pari allo 0.12% (zero virgola dodici per cento, sic!) del totale!

Forse e' proprio da qua, dal fanalino di coda del processo di integrazione europea, che dovremmo ripartire ... 

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Partecipa alla nostra discussione nel forum di Candidati Senza Voce!
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Ulteriori letture e riferimenti:
P.S. sfidiamo chiunque a trovare comunque dati cosi' trasparenti per quanto riguarda il nostro paese e la pletora di legislazione nazionale, regionale, locale, delegata, etc etc ...

venerdì 7 ottobre 2016

LA POLEMICA REFERENDARIA SULLA FORMA O SULLA SOSTANZA?

Da mesi ormai assistiamo alla quotidiana polemica fra i partigiani indefessi del SI e del NO. 
Se alcuni dei più avveduti commentatori hanno circostanziato la loro scelta sul merito della "riforma" (il "virgolettato" e' voluto), la maggior parte della polemica quotidiana si sta arrotolando su se stessa da entrambi i fronti, rispolverando sempre le stesse (deboli) argomentazioni.
L'impressione dell'osservatore scettico e sdegnoso, che vogliamo noi rappresentare, considera che ci sia un fervore assai acceso su quelli che sono gli effetti delle riforme che attengono alla "democrazia dichiarativa", vale a dire le forme della cosiddetta rappresentanza democratica (leggasi "il diritto di voto ed il votare, sempre e comunque e per chiunque"), rispetto alla sostanza.
Ci aspetteremmo maggiori considerazioni sul pluralismo sostanziale di una società che si dice moderna ma che e' ancora arroccata alla mentalità della baronia feudale, dei monopoli e delle corporazioni
Aspetti, come abbiamo più volte scritto, assolutamente non toccati dal testo della riforma, (anche se talvolta menzionati strumentalmente dai difensori della stessa) e neppure parte del conservatorismo di rimessa che propugnano tanti infervorati difensori dello "status quo" del fronte del "NO", status quo che ha prodotto negli ultimi anni una classe politica i cui maggiori rappresentanti sono personaggi come Grillo, Renzi, Salvini, Berlusconi ... ed un sistema politico-mafioso di corruttele e sprechi del quale poi essi stessi si dicono scontenti!

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Esprimi le tue intenzioni di voto referendarie nel sondaggio CSV!

mercoledì 28 settembre 2016

ESCLUSIVA CSV: DECRETO INGIUNTIVO CONTRO DI PIETRO STABILISCE NUOVO PARADIGMA GIURISPRUDENZIALE

Colloquio telefonico con AVV. FRANCESCO PAOLA, l'uomo dietro alla condanna dell'ex simbolo di "Mani Pulite"

All'indomani del decreto ingiuntivo che ha condannato il tribuno decaduto e di cui abbiamo dato conto ieri, abbiamo raggiunto telefonicamente l'amico Avv. Francesco Paola per avere qualche informazione supplementare in prima persona.

FP inizia cosi':

"Quello che ci tiene più rimarcare e' che questo importantissimo decreto ingiuntivo ha stabilito il principio cardine della responsabilità personale dei titolari di una associazione politica (quella denominata "ITALIA DEI VALORI", n.d.r.) titolata alla percezione dei rimborsi elettorali ed i soci dell'associazione stessa (il trio Di Pietro - Mazzoleni - Mura) e che rappresenta un precedente storico nella definizione dei rapporti fra politica e cittadinanza in questo paese ..."

F.P. continua poi illustrando 


"... gli obiettivi principali della nostra azione giudiziaria miravano a:

  • Ristabilire l'agibilità politica del gruppo nostro cliente (Chiesa-Occhetto, n.d.r.) ed, in conseguenza, stabilire un principio valido anche per altre liste in simili situazioni;
  • Illustrare le responsabilità gravissime della Camera dei Deputati come "ente pagatore"per l'omessa vigilanza sulla legittimità delle associazioni preposte a ricevere i rimborsi elettorali.
..."

Aggiungiamo noi che questo tipo di comportamento ha provocato danni gravissimi all'ordine democratico, con formazioni che avrebbero potuto aspirare ad una rappresentanza parlamentare e che hanno visto invece il loro diritto di tribuna compromesso da una interpretazione forse interessata ma certamente negligente da parte degli enti preposti.

F.P. ricorda a questo proposito che già nel 2012 egli riusci' ad ottenere, contro ogni aspettativa, una importantissima e fondamentale pronuncia dalle sezioni unite della cassazione che rimettevano il tema alla giurisdizione ordinaria e non a quella "interna" della Camera, che altrimenti sarebbe stata chiamata a decidere sulla legittimità dei suoi stessi comportamenti.

Come CSV non possiamo che augurarci che questa sentenza rappresenti sono la prima di una lunga serie che faccia si che i cittadini si sentano nuovamente rappresentanti dalle istituzioni e che la politica divenga finalmente qualcosa che abbia a che fare con l'interesse generale e non con baronie di carattere personale o familiare.

A queste condizioni, e solo a queste, saremo anche noi nuovamente della partita!

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martedì 13 settembre 2016

CORTE DEI CONTI UE: Romania e Bulgaria non erano pronte per adesione.

Potrebbe sembrare il segreto di Pulcinella, ma da quanto emerge dal recente rapporto sull'assistenza pre-adesione dei paesi dei Balcani occidentali, ne' la Romania ne' la Bulgaria erano pronte per l'entrata nell'Unione. 

La decisione fu quindi squisitamente politica, senza alcun supporto fattuale rispetto ai parametri stabiliti nel processo di allargamento. 

Il rapporto della Corte del 2007 dove si dava parere negativo fu ignorato, come troppo spesso accade, quando paesi con i parametri di stabilita' non in regola sono ammessi in "club" prestigiosi come quelli della moneta unica per "il quieto vivere", salvo poi pagarne pesanti costi in termini di competitività economica, come successo ad Italia e Grecia.

Il Consiglio (composto dai rappresentanti dei governi degli stati membri) e la Commissione (che riceve la fiducia dal Parlamento Europeo eletto dai cittadini) dovrebbe ascoltare di più gli altri organi, non lasciarsi guidare esclusivamente dall'ideologia e da considerazioni politiche a corto termine.

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lunedì 29 agosto 2016

TERREMOTI: SUBITO LA CERTIFICAZIONE ANTISISMICA!


Candidati Senza Voce fa proprio l’appello lanciato dal presidente del consiglio nazionale ingegneri, Armando Zambrano, per il quale "... serve una legge per certificazione antisismica".

Il punto è sempre lo stesso, soltanto una piccola percentuale degli edifici nelle zone ad alto rischio sismico rispetta lo standard di sicurezza, e il terremoto di pochi giorni fa ha rilevato come al solito l'ennesima fragilità delle strutture italiane.

Occorre quindi uscire dalla logica secondo la quale in Italia ci si muove o quando è troppo tardi, o quando c'è da lucrare, nella logica dell’emergenza continua. Ciò non riguarda solo le istituzioni, ma anche la responsabilizzazione dei cittadini, a ben pochi dei quali interessa davvero sapere se la casa nella quale abitano o che sono in procinto di acquistare / affittare sia a norma.

E’ pur vero che gli edifici di nuova costruzione, ad uso pubblico o privato, sono soggetti a collaudo statico, ma se esso non prevede il controllo delle misure anti-sismiche, non serve a nulla. Inoltre, la legge non copre il patrimonio immobiliare già esistente, quello prevalente nei borghi storici italiani, dove si registra il maggior numero di vittime per eventi sismici. Va anche ricordato che una legge non è equivalente ad una certificazione. Nel secondo caso un esperto viene in casa e verifica i lavori per confermare la conformità. E questo sistematicamente in tutte le case. Come con la performance energetica. Essa servirebbe per il cambiamento di prospettiva, quello che ricordavamo precedentemente: dalla ricostruzione (reattiva) alla prevenzione (proattiva) con una certificazione serve se risponde a criteri sostanziali.

Il tema va affrontato su due livelli: quello etico (il fine ultimo che è quello di salvare vite umane) e quello puramente utilitaristico, vale a dire il rapporto costi/benefici derivanti da una strategia “preventiva” (non del terremoto, naturalmente, ma dei danni derivanti da strutture inadeguate). Se sul tema etico è difficile fare calcoli di costo/opportunità, teniamo presente comunque che i soldi si spendono male a tragedia consumata, come ci ricorda lo studio sul “costo dei terremoti in Italia” pubblicato dal Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri a novembre del 2014.

Ora, sarebbe stagliato pensare che la certificazione da sola costituisca la pietra filosofale … essa è nondimeno uno strumento essenziale e va assolutamente evitato il rischio di perdersi nel formalismo e nella burocrazia costosa ed inutile: il tema deve quindi essere affrontato in maniera pragmatica e non ideologica. Si tratta di un processo che prevederà tempi molto lunghi e andrà dettagliato tenendo conto, inter alia, di:
  1. Limitazione nel numero dei “certificatori” , che andranno reclutati e formati;
  2. Impatto sul sistema delle oltre 600 mila imprese edili nel paese. Va considerata, da un lato, la capacità di effettuare il volume dei lavori richiesti in tempi ragionevoli e dall'altro canto, come un investimento multi-miliardario spalmato in decenni potrebbe far ripartire tutto il comparto edile e non solo, con benefici incommensurabili. Ottenuto, tra l'altro, senza consumo di suolo, visto che si tratterebbe di ristrutturare e mettere in sicurezza l’esistente. La ricchezza creata potrebbe essere di gran lunga maggiore della spesa e potrebbe mettere al lavoro ingegneri architetti geometri storici dell'arte e rilanciare mestieri oggi quasi abbandonati e lasciati a maestranze di scarsa qualità. I rischi da tenere in considerazione sono altrettanto importanti: se il piano di messa in sicurezza fosse realizzato in maniera non armonica si verificherebbe un “stiramento” artificiale di un intero settore economico, con una crescita impetuosa ed un altrettanto repentino crollo quando si tornerà inevitabilmente a regime con conseguente crisi del settore ed un esercito di disoccupati da mantenere.
  3. Costi della messa in esercizio del sistema di certificazione (spesa immediata e certa rispetto a guadagni attesi futuri): come lo si finanzia?
  4. Ripartizione dei costi di ristrutturazione fra finanze pubbliche e cittadini, attraverso un sistema di compartecipazione, compensato da sgravi fiscali (sistema attualmente in opera per le opere di ristrutturazione, risparmio energetico, etc.);
  5. Qualora la certificazione dia esito negativo e siano richiesti lavori per la messa in opera, adeguati tempi tecnici vanno lasciati ai proprietari prima che l’abitazione sia dichiarata inagibile.
  6. Tendenza ad aspettare l’ultimo giorno per la messa in regola -> non linearità temporale dell’operazione una volta entrati “a regime” dopo l’avvio -> impossibilità pratica di metterla in pratica per le limitazioni strutturali di cui ai punti 1 e 2 di cui sopra
  7. Preservare principio della responsabilità individuale: il cittadino può entro certi limiti accettare coscientemente un rischio (es. rimanere sotto le macerie in un terremoto in casa sua), ma allo stesso tempo va informato chiaramente dei rischi connessi. Ad esempio, la certificazione in un primo tempo potrebbe essere resa obbligatoria per i pubblici esercizi; gli edifici pubblici; far parte dei documenti obbligatori da prodursi in caso di vendita o locazione di un immobile privato.
  8. Bottom line: chiara e trasparente ripartizione dei costi, unita ad una comunicazione precisa e non partigiana; limitando la ridistribuzione di risorse da una parte della popolazione ad un’altra una volta “a regime”; assicurando la “neutralità” dell’operazione in termini economici nel medio-lungo termine.
E' quindi necessaria una profonda e dettagliata riflessione tecnico-economico-politica che porti all'elaborazione di un articolato "robusto", che "spalmi" i suoi effetti in tempi lunghi, unito ad un piano di “transizione” generazionale che porterà in qualche decennio a chiederci “ma perché non l’abbiamo fatto prima”?

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