mercoledì 17 dicembre 2014

TOTO QUIRINALE: Come la pensano gli amici di Candidati Senza Voce?

Lo scorso 9 novembre, abbiamo lanciato un quesito sulla pagina del gruppo FB di CSV:




Lo scopo del "giochino", che potete seguire ed al quale potete partecipare cliccando il link di cui sopra, non e' di proporre questo o quello (non siamo cosi' illusi, ingenui e velleitari) ma di sapere come la pensano i frequentatori di questi pizzi (blog e forum), senza la pretesa di interpretare esaustivamente l'universo delle opinioni possibili.

Allo stato attuale la situazione vede in testa personaggi noti alle cronache politiche più o meno recenti, come Rodota' ed Imposimato, impegnati in un testa a testa, mentre più staccati sono il fisico e senatore a vita Carlo Rubbia, Emma Bonino ed il "patron" di "Emergency" Gino Strada (giusto per citare i primi cinque).

Altri frequentatori, più "imaginifici"hanno proposto nomi quali Piergiorgio Odifreddi, Massimo Cacciari o Mario Capanna.

Tra i nomi degli altri politici che hanno ricoperto in posizione "istituzionale", il "favorito" (o il meno aborrito) e' Piero Grasso, seguito dalla Finocchiaro, mentre la presidente(ssa) della Camera Boldrini e l'ex PdCM Mario Monti ricevono solo una menzione a titolo simbolico.

Partecipate anche voi e votate ... ora che anche la Regina Elisabetta pare stia pensando ad abdicare, magari Re Giorgio si deciderà pure lui :)



mercoledì 10 dicembre 2014

Perche' siamo contrari al commissariamento di Roma

In questi giorni stanno arrivando anche da parte di molti illustri amici di CSV segnalazioni di iniziative che chiedono a gran voce il commissariamento della capitale.

Pur comprendendo e condividendo il ... "moto di nausea" che li ispira, dovuto principalmente ma non solo ai vergognosi fatti di cronaca nera politico/mafiosa di questi giorni, non ci sentiamo di appoggiare l'iniziativa, per le ragioni che cercheremo di spiegare qui di seguito.

Nella storia della Roma repubblicana (dal 1946) vi sono stati la bellezza di sette Commissari Straordinari: Mario De Cesare (1946-47); Francesco Diana (1961-62); Angelo Barbato (1989); Alessandro Voci e Aldo Camporota (1993); Enzo Mosino (2001) e Mario Morcone (2008). I problemi sono rimasti gli stessi (trasporti, ciclo dei rifiuti, urbanistica, servizi pubblici, sicurezza, igiene e decoro urbano, etc) ed, anzi, si sono esacerbati, a dimostrazione del fatto che il commissariamento non ha portato i benefici attesi nel lungo periodo.

Siamo pregiudizialmente contrari a forme di "governo tecnico" a tutti i livelli perché riteniamo sia stato impropriamente usato nella storia recente (ultimo esempio a livello nazionale il governo Monti), come misura per consentire alla classe politica responsabile del malgoverno di nascondersi dietro ad una figura spacciata come estranea ai partiti, per poi ripresentarsi alle elezioni successive come nulla fosse successo, confidando sulla corta memoria degli elettori o sul prevedibile fallimento del governo tecnico.

I comuni vanno sciolti quando sia conclamata l'infiltrazione mafiosa con la giunta in carica, in base alle disposizioni della legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali, ma questa disposizione non deve divenire una scusa per sopperire alla scarsa efficienza dell'azione amministrativa, alle indecisioni, alla pura incompetenza delle giunte, sperando nell'intervento risolutivo del demiurgo di turno.

Certo, e' possibile obiettare che se il Comune fallisce si trascina dietro anche aziende che magari non hanno colpe. Verissimo, ma non possiamo nemmeno continuare a fare come per le aziende in crisi, per le quali si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti. Riteniamo, forse in maniera un po' cinica, lo ammettiamo, che prima o poi bisogna che i nodi arrivino al pettine ed i cittadini/contribuenti/elettori ci sbattano il muso, ed anche forte.
I più malpensanti aggiungerebbero anche che, la stragrande maggioranza delle aziende ha contratti con il comune perché hanno fatto impicci vari e compromessi con l'amministratore di turno. Ci dispiace per i pochi onesti, ma siamo convinti che se hanno le capacita', essi sapranno risollevarsi.

Non pensiamo quindi noi ai cittadini, al rischio che si crei (peggiori?) una catastrofe in corso? Che si blocchi la raccolta della spazzatura, l'illuminazione pubblica, ed altro ancora, prima a Roma poi magari in altre città?

Se questo e' il prezzo da pagare, ben venga. Noi crediamo che solo toccando il fondo si può risalire ... l'Italia e gli italiani hanno sempre dato il meglio di se' nei momenti tragici, meglio la prospettiva di un fallimento di alcuni comuni poco virtuosi che la palude attuale. Non che la cosa ci faccia particolarmente piacere, ma l'alternativa e' quella di continuare ad allungare il brodo ... a questo punto e' solo accanimento terapeutico.

Come siamo stati contrari al decreto "Salva Roma" di quest'anno e ad altri simili provvedimenti tappabuchi relativi ad altre città, come ad esempio Napoli (2014) o Catania (2013) giustificati esclusivamente da esigenze di tipo clientelare fra la politica nazionale e le amministrazioni locali, rimaniamo pregiudizialmente contrari a provvedimenti di questo tipo.

Si discuta di come premiare ed incentivare piuttosto le amministrazioni "virtuose", dell'applicazione del patto di stabilita' ma non si sottragga mai alla politica la responsabilità delle proprie scelte infelici. Altrimenti, tanto varrebbe commissariare tutto e ritornare al potestà piuttosto che finanziare farse elettorali inconcludenti.



martedì 9 dicembre 2014

Aumento IVA e prelievo forzoso. Alcuni numeri per cercare di capire

Nel consueto clima di incertezza e disinformazione reciproca, si susseguono le voci relative all'incremento dell'IVA (confermata nel testo della legge di stabilita' ora all'esame del Senato) e la prospettiva di un possibile prelievo forzoso sui conti correnti (ancora a livello di pura speculazione).

Ma andiamo con ordine, iniziando dall'aliquota IVA in Italia. Dalla sua introduzione nel 1973, essa ha conosciuto solamente aumenti, come evidenziato dalla tabella sottostante:

1973: 12%
1977: 14%

1980: 15%
1982: 18%
1988: 19%
1997: 20%
2011: 21%
2013: 22%


Quello che ci aspetta per il futuro prossimo e' contenuto, come già ricordato poc'anzi, nel t
esto del decreto sul patto di stabilita' ora all'esame del Senato, all'Art. 45, § 3., che riportiamo di seguito:

Fermo restando quanto previsto dall’articolo 18 e fatti salvi i provvedimenti normativi di cui al comma 4:
a) l’aliquota Iva del 10 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di ulteriori un
punto percentuale dal 1° gennaio 2017;
b) l’aliquota Iva del 22 per cento è incrementata di due punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2016, di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 e di ulteriore 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018;

Quindi, facendo qualche calcolo elementare:
2016: 22+2 = 24%
2017: 22+2+1= 25%
2018:
22+2+1+0.5 = 25.5%



Non crediamo occorra commentare oltre.
***

Rispetto al tema del paventato prelievo forzoso, ricordiamo che il precedente del 1992 (governo Amato) fu limitato ad un mero (ancorché odioso) 0.6%. A quanto potrebbe / dovrebbe ammontare il nuovo prelievo? Dipenderà tutto dagli obbiettivi, ma possiamo cercare di dare una idea di massima del fabbisogno massimo, nella peggiore delle ipotesi possibili per il contribuenti.
 

Si considerino i seguenti dati
(valori approssimativi per facilitare i calcoli) :
  • il valore complessivo dei depositi si aggira sui 1500 miliardi di euro;
  • Il debito pubblico e' superiore al valore dei depositi ed ammonta a circa 2 mila miliardi di euro, pari a circa il 140% del PIL .
Se volessimo per assurdo rientrare nei parametri del patto di stabilita' (vale a dire debito < 60% PIL), avremmo bisogno di circa 1150 miliardi, vale a dire occorrerebbe un prelievo forzoso del 76% dei depositi bancari di famiglie ed imprese.



Queste scarne considerazioni da sole crediamo siano sufficienti per fornire una idea sull'enormità del problema.

sabato 6 dicembre 2014

Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze: come stanno realmente le cose?

In merito al rifinanziamento del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, per intenderci quello che prevede anche il sostegno ai malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) nella legge di stabilita', vale la pena di precisare come stiano realmente le cose:

ll Fondo nazionale per le non autosufficienze è stato istituito dall'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007).

Il fondo era stato elevato a 275 milioni di euro per l'anno 2014, al quale erano poi aggiunti 75 milioni di euro , da destinare esclusivamente in favore degli interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da SLA, portando la dotazione del fondo alla bella cifra di 350 milioni di euro.

Di seguito il testo licenziato dalla Camera il 30 novembre 2014 con 324 voti favorevoli e che ora e' passato al Senato:

Art. 17
(Politiche invariate)

8. "Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è incrementato di euro 250 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015."


Cosa diceva il comma 1264?

1264. Al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti, e' istituito presso il Ministero della solidarietà sociale un fondo denominato "Fondo per le non autosufficienze", al quale e' assegnata la somma di 100 milioni di euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.


Cio' significa che in termini nominali il fondo nel 2015 e' rimasto INVARIATO a quello previsto per il 2014 (100 + 250 = 350) e quindi in termini reali e' DIMINUITO.

Hanno quindi ugualmente torto coloro che si stracciano le vesti inventandosi di sana pianta centinaia di milioni di tagli e coloro che cantano vittoria millantando addirittura aumenti.

Come al solito, la verità sta sempre nel mezzo ed aspettiamo il testo definitivo del Senato, sempre attenti a chi presenterà gli emendamenti in merito e, soprattutto, a chi li voterà.



venerdì 5 dicembre 2014

Tutti gli errori della UE nella crisi ucraina (fase 2)


di F.P.

Qualche dettaglio in più, ma anche queste in linea con la valutazione espressa da CSV ieri. Gazprom ha confermato ufficialmente che la Russia costruirà un oleodotto alternativo utilizzando fondi e materiali destinati al progetto originale South Stream. Il gigante del gas russo è sempre intenzionato a costruire un grande gasdotto verso la Turchia e l'Europa meridionale, ma ha finito di essere chiamato "South Stream". Gazprom Aleksey Miller CEO ha detto Lunedi che il nuovo gasdotto attraverserà il Mar Nero e fornire 14 miliardi di metri cubi per la Turchia, poi andare avanti e fornire altri 50 miliardi di metri cubi ad un hub al confine turco-greco, a Kipoi. Miller ha detto ai giornalisti ad Ankara che Gazprom aveva firmato un memorandum con la Turchia Botas Petroleum Pipeline Corporation per sigillare l'affare. Il gas partirà Russia dal porto del Mar Nero di Anapa nella regione di Krasnodar, dalla stazione di compressione Russkaya , la stessa struttura che avrebbe dovuto essere utilizzato per South Stream. Guardando la mappa si capisce bene che il posizionamento del nuovo gasdotto a Kipoi lascia aperte tutte le possibili soluzioni: agganciarsi al TAP, usare i porti Greci per la distribzione di gas via nave nel mediterraneo e oltre (Africa?), tornare verso il vecchio tracciato South Stream verso la Bulgaria, passare per la FYROM per poi tornare verso il vecchio tracciato South Stream verso la Serbia. Infine, una maggiore difendibilità strategico militare del gasdotto che ora si mette a portata delle navi russe sui Dardanelli e più vicino alla Serbia naturale alleato militare della Russia. Quindi, una ottimizzazione del posizionamento strategico del gas russo. Fine del monopolio di transito per l'Ucraina, flessibilità nel cambiare clienti finali grazie alle navi trasportatrici di gas greche. Insomma la UE dovrebbe a questo punto avere capito che non c'è limite al peggio e che in fondo questo South Stream era un buon diavolo, perchè permetteva di creare un cartello stabile della domanda. Ora non più, i clienti li sceglie Gazprom anno per anno. Infine la Grecia, se entra in affari con Putin sarà molto più invogliata di prima ad andare in default e ricominciare il suo ciclo economico da zero, su buone basi.

mercoledì 3 dicembre 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: VERISSIMA CRUDELE VERITA' (tutti gli errori di UE su Ucraina e South Stream, visti dai Russi)

di F.P.

L'articolo di PolitRussia che vi proponiamo (traduzione in questo link) presenta cinicamente tutti gli errori dell'Unione Europea sull'Ucraina ed il South Stream, a seguito dei quali Putin sta ora costringendo l'Unione europea a riconoscere che il caos in Ucraina non è un problema russo, ma un problema UE. 

Dopo aver siglato gli accordi sul gas, in cui il più importante è stato il riconoscimento da parte dell'Unione europea del debito dell'Ucraina ed il disaccordo sul fatto che la Russia ha il pieno diritto di esigere il pagamento anticipato, ci si può aspettare che:
  • semplicemente, per un senso di auto-conservazione di Bruxelles, la Commissione Europea dia denaro a Kiev, oppure
  •  paghi per Kiev o, terza ipotesi, 
  • stia solo a guardare mentre Mosca aggiusta le cose con Kiev. 
Per ragioni politiche, e sotto una pressione da Stati Uniti, Bruxelles ha deciso di non dare soldi a Kiev per il gas è inutile e pericoloso per quel burocrate che firmerà l'ordine di pagamento da parte dell'Unione Europea: la sua carriera sarà finita. 

Pagare direttamente Gazprom per il governo di Kiev è un'umiliazione disastrosa, di fronte all'opposizione, al business, ai contribuenti e agli elettori che non perdoneranno i politici di aver causato uno scontro (armato) con la Russia al sp;p fine di ottenere il diritto di pagare per i debiti delle marionette americane a Kiev!

I funzionari europei hanno anche rifiutato di voltare lo sguardo mentre Mosca regola i conti con Kiev, perché dietro di loro ci sono i distaccamenti di intelligence americana armati con cartelle di scandali raccolti dalla NSA negli ultimi decenni. Di conseguenza, un approccio struzzo (testa sottoterra e culo per aria) ha prevalso in Europa, e con essa la malcelata speranza che Mosca fornirà il gas verso l'Europa a tutti i costi, anche tollerando un "furto a credito" da parte del regime di Kiev.







mercoledì 19 novembre 2014

Addio all'ALDE - Farewell to ALDE

Durante il Consiglio ALDE straordinario tenutosi a Bruxelles all'indomani delle scorse elezioni Europee, avevo già anticipato ai presenti le mie dimissioni da ogni incarico nel mio ex partito, che aveva da tempo esaurito ogni sua ragion d'essere, sia la mia insofferenza in relazione all'andamento generale del partito ALDE, disappunto che avevo manifestato pubblicamente più volte ed in tutte le sedi a partire dal Consiglio ALDE di Pola nel maggio 2013. 

Non avendo registrato alcun ripensamento o autocritica, ritengo a questo punto doveroso interrompere la mia partecipazione, solidarietà e vicinanza a tutte le iniziative ALDE a livello nazionale ed internazionale, collaborazione che e' iniziata oltre 12 anni fa nell'ormai 
lontano 2002 al Congresso di Bath.

Le ragioni che mi hanno portato a questa difficile e dolorosa scelta sono principalmente le seguenti, irriconciliabili, differenze di prospettiva politica:
  • Il comportamento inaccettabile nel corso delle precedenti elezioni europee quando hanno sfacciatamente favorito una lista creata artificialmente (Scelta Europea) che non ha portato ad alcun risultato (0.7%) ma anzi ha danneggiato sia il già moribondo IDV, partito membro dell’ELDR/ALDE dal 2000, sia, e questo e' molto più grave, la credibilità stessa dell’ALDE in Italia. In questo sterile esercizio solo funzionale all’ambizione cieca di qualcuno, sono stati spesi tempo e soldi preziosi, forse persino in violazione dello spirito delle vigenti normative europee sul funzionamento dei partiti e delle fondazioni politiche europee. Ciò e’ accaduto anche in altri paesi europei, fra i quali la Slovenia.
  • L’assenza totale del partito che ha demandato al gruppo parlamentare al PE l’azione durante le elezioni europee, risultando nel crollo di bastioni storici in Italia, UK e Germania. 
  • L’ambiguità mai risolta nelle relazioni fra gruppo parlamentare e partito, che avevo evidenziato già da quando fu presentata la proposta e che non ha mai prodotto chiare regole per il funzionamento di queste due entità distinte ma con lo stesso nome;
  • L’atteggiamento fondamentalista e potenzialmente pericoloso nei rapporti con la Russia relativamente alla questione ucraina, dove esponenti di primo piano del partito e del gruppo invece di adoperarsi per una soluzione pacifica hanno soffiato sul fuoco ed aggravato la situazione, sacrificando vite umane alla propria visibilità personale ed alla difesa acritica di dogmi ed ideologie, uno spirito assolutamente antitesi del liberalismo;
  • L’ipocrisia ed il “double standard” (due pesi e due misure) nei confronti dei movimenti secessionisti, dove il favore o la contrarietà e’ solo ed esclusivamente legata all’interesse dei partiti aderenti all’ALDE nel paese in questione e non ad una visione politica omogenea e di lungo respiro.
A chi rimane, agli amici di una gran parte della mia vita, auguro buon lavoro e di capire il grave momento di difficoltà che l'Europa sta vivendo, di scendere dalla torre d'avorio, di considerare che i problemi da affrontarsi non possono ridursi alle aleatorie e ripetitive formule di risoluzioni spesso disattese ed allo sbandierare stucchevoli ed ipocrite bandiere multicolori che fungono da cortina fumogena.

***

During the Council ALDE extraordinary meeting, held in Brussels in the aftermath of the latest European elections, I had already anticipated my resignation from my position of International Officer in my former party, which had long before exhausted all its "raison d’être", and my being not at ease in relation the general direction taken by the party ALDE party, disappointment that I publicly expressed several times starting from ALDE Council of Pula in May 2013.
 
Having been no afterthought or serious lessons learned exercise, I think at this point it is necessary to end my participation, solidarity and cooperation to all the ALDE national and international initiatives, collaboration which began over 12 years ago, back in 2002 at the Congress of Bath.
 
The reasons that led me to this difficult and painful decision are mainly the following (irreconcilable) differences in political perspective:
 
  • The unacceptable behavior of ALDE during the recent European elections, when they blatantly favored the ill-conceived, ad-hoc created Scelta Europea. The ALDE support did not bring any result (0.7%) but rather it has not only discredited the already moribund IDV, member party of ELDR / ALDE since 2000 but also, most important, it has jeopardised the very ALDE credibility in Italy for many years to come. In this sterile exercise only conceived to satisfy somebody's blindfold ambition, precious time and money were spent, possibly even in violation of the spirit of the European regulations on the operation of European political parties and political foundations. And that also happened in other European countries, including Slovenia.
  • The total absence of visibility of the ALDE Party, completely subordinated to the desiderata of the parliamentary group in the EP during the European elections, resulting in the collapse of historic member parties in Italy, UK and Germany.   
  • The never resolved ambiguity in the relationship between the parliamentary group and the party, which I had already highlighted since the proposal was introduced some years ago and that has never produced clear terms of references for these two separate entities with the same name.
  • The fundamentalist and potentially dangerous attitude in relations with Russia on the Ukraine issue, where leading members of the party and of the group instead to strive for a peaceful solution, have fanned the flames and aggravated the situation, thus sacrificing human lives to their personal visibility and uncritical defense of dogmas and ideologies, a spirit absolutely in antithesis to the liberalism.     
  • The hypocrisy and the "double standard" on secessionist movements, where the decision about whom to support (national government or secessionists) is only and exclusively linked to the interest of the ALDE member parties in that country and not to a long-term consistent political vision.

To those who remain, those friends of most (and best) part of my life, I wish you good work and to get the understanding of the serious hardship that Europe is going through. Please get out of your ivory tower and consider that the problems to be addressed can not always be reduced to discussing redundant (and then disregarded) resolutions and to the flying of multicolored flags that too often only serve as 
hypocritical smokescreen.

Massimo Bernacconi

martedì 18 novembre 2014

Il nostro telegrafico punto di vista sul G20 in Australia

Di seguito trovate quelle che per noi sono le conclusioni salienti del G20 appena conclusosi in Australia.

  • Importanti conclusioni tecniche per il futuro del mondo concernenti il denaro sporco, l'ambiente, le tasse, lo sviluppo economico
  • Nessun cedimento degli USA che rimane l'unico paese a non avere segnato l'accordo per cambiare gli assetti di potere del FMI
  • La Cina incita i BRICS ad andare avanti ed a trasformare l'alleanza economica in alleanza integrale politica, economica e di difesa per "la pace del mondo"
  • Sovraesposizione mediatica dei leader occidentali, specialmente della UE, che sono debolissimi a casa loro e fanno da megafono alle posizioni americane;
  • Putin è sfuggito all'accerchiamento mediatico ed al pressing politico dell'occidente ritirandosi in buon ordine (soldato che scappa, buono per un'altra battaglia).
  • Renzi continua a comportarsi come il re degli italiani che non sono cittadini, ma sudditi. Noi non abbiamo diritto di sapere qual'è la politica estera del governo, nel caso esista. Un vero e proprio dittatore, pure codardo; almeno Mussolini parlava al balcone. All'estero, lui si acquatta, non dice nulla e fa' il servo fedele di mille padroni. Non è neanche una infinitesima parte del grande Cosimo de Medici o di Lorenzo il Magnifico. 
Non occorre sottolineare come nostra stampa abbia riportato in maniera distorta gli avvenimenti.Ad esempio, parlare di un Putin isolato è obiettivamente demagogia.


(F.P.)




domenica 16 novembre 2014

Rumeni al voto per il ballottaggio presidenziale - la situazione ai seggi di Bruxelles

Abbiamo girato questo filmato il 16 Novembre 2014 fa a Bruxelles, testimonia le file interminabili che i rumeni si stanno sobbarcando per poter votare al ballottaggio delle elezioni presidenziali. Altri video al canale YouTube

sabato 15 novembre 2014

Se invia aerei da combattimento, Italia dichiari subito stato di guerra con lo Stato Islamico!

E' di queste ore la notizia che l'Italia invierà aerei da combattimento e personale militare di supporto contro le forze del sedicente Stato Islamico (noto anche come ISIS, ISIL).

Noi di CSV
non siamo pregiudizialmente contrari ad andare e spianare le posizioni dell'ISIS fino che non ne rimanga più uno in piedi, sia chiaro, ma va evidenziato che:

  • La questione non e' stata discussa in parlamento, a quanto e' dato sapere. Questa discussione e' oltremodo necessaria in modo da chiarire le ragioni della partecipazione e quali siano gli interessi strategici del paese che andiamo a difendere, onde non avere poi i soliti piagnistei e ripensamenti al primo militare italiano che ci lascia le penne;
  • La partecipazione alle operazioni militari deve implicare anche una ridiscussione strategica sulle ingerenze internazionali nella regione e sul ruolo delle potenze regionali (Turchia ed Iraq in primis), altrimenti non si sara' ancora seccato il sangue dei caduti che saremmo daccapo con l'ennesimo Madhi di turno;
  • La partecipazione deve essere condizionata alla convocazione al più presto una conferenza internazionale sulla stabilita' della regione.

Tutto questo senza considerare la probabile strumentalizzazione del nostro impegno da parte del "grande fratello" d'oltreoceano che sta giocando una partita pericolosissima in Siria, che ha già causato troppi danni ed un colpo enorme alla pace e stabilita' in Medio Oriente.

E senza contare il fatto che se si dichiara guerra all'Isis lo si riconosce di fatto come soggetto belligerante ed occorre applicare ai loro combattenti le guarentigie previste dalla Convenzione di Ginevra, cosa che gli USA non vedrebbero di buon occhio (non ci sarebbe potuto essere una Guantanamo in questo caso).

Lo status di guerra e' necessario anche e soprattutto per salvaguardare il personale militare in questione, in modo che non si ripeta quanto successo durante la guerra del golfo, che non vide riconosciuto lo status di prigioniero di guerra all'e
quipaggio abbattuto in Iraq, con il Bellini che intraprese una lunga e difficile battaglia giudiziaria contro il muro di gomma opposto dai vertici dell'AMI e dal governo.

Bando alla solita ipocrisia ed all'italico armiamoci e partiti ... se deve essere guerra, che guerra sia, ma propriamente dichiarata, combattuta e conclusa in base alle regole internazionali consuetudinarie e pattizie che ne regolano la condotta.




giovedì 13 novembre 2014

Ancora sull'Euro: Q&A con CSV

Ricevo questa domanda da Caronte Luigi

Ciao Massimo Bernacconi ..
per questioni di tempo ti seguo poco ma ci sono*.. mi permetto di chiederti cosa pensi dell'uscita dall'euro, da parte dell'Italia , se si, quale via sceglieresti, se no, cosa ti fa pensare che non sarebbe di utilità Nazionale. Certo di una tua risposta esauriente, ti auguro una buona giornata !!!

***

Ciao Luigi.

cercherò di essere estremamente sintetico ma esaustivo visto che la questione non e' semplice e si presta a strumentalizzazioni e becero populismo da entrambi i lati.

1. l'Italia non era pronta ad entrarci ed ha falsificato i conti per fare la prima della classe, non sarebbe dovuta entrare subito ma ora ci siamo.
2. Non ho visto fino ad ora una convincente analisi dei costi vs i benefici relativamente ad una uscita dalla moneta unica e l'impatto complessivo che ne deriverebbe.
3. Sono ideologicamente a favore della moneta unica in quanto ha portato ad una enorme semplificazione per cittadini ed imprese (es. per i consumatori confrontare i prezzi a livello europeo e scegliere quello più conveniente; per le imprese che operano nell'area Euro non essere più soggette al rischio di cambio; per entrambe, evitare la gabella delle banche ogniqualvolta si faceva una operazione in valuta)
4. Rispetto al referendum annunciato da M5S ho più volte evidenziato come sia improponibile dal punto di vista costituzionale e la strada scelta sia illogica rispetto a quello che il percorso parlamentare avrebbe invece richiesto (denuncia del trattato di Maastricht). Questa discussione la trovi in dettaglio qua http://www.candidatisenzavoce.blogspot.be/.../e-venne-il... e qua https://www.facebook.com/groups/1481427778758723/permalink/1555186088049558/
5. Ricordo le svalutazioni competitive degli anni '90, non le rimpiango visto che si sono tradotte in perdita del potere di acquisto dei cittadini sul piano internazionale e pannicelli caldi, inefficaci in assenza di misure strutturali.
6. Non credo a questa storia della c.d. sovranità monetaria in quanto e' uno specchietto per le allodole in un sistema di scambi internazionali e convertibilità delle valute
7. Occorre una riforma profonda del sistema monetario e finanziario internazionale, altrimenti ogni azione isolata in ambito nazionale si risolverà in un fallimento. Il sistema va semplificato, ancorando la moneta e la finanza ad asset concreti ed oggettivi, togliendone quanto possibile gli elementi pura speculazione.

Facile a dirsi, difficilissimo a farsi

M.B.


Massimo
Luigi

                  ***

La discussione segue QUI



domenica 9 novembre 2014

On the European policy towards Russia and other burning issues: a critical view of the ALDE positions (part 1)

A margine del dibattito sulla posizione europea nei confronti della Russia ed altri temi scottanti (es. immigrazione) e della posizione dell'ALDE su questi argomenti in corso nel gruppo Facebook di CSV, posizione che potrebbe danneggiare lo sviluppo di un forte e moderno partito di ispirazione "liberale" non solo in Italia, riceviamo questa nota dell'amico Bobbie Kostov, che volentieri pubblichiamo anche se non necessariamente ne condividiamo in toto i contenuti.

As a spin-off to the debate on the European policy towards Russia and
and other burning issues (e.g. immigration) and about the the ALDE position on the debate now ongoing on the "Candidati Senza Voce" Facebook group , positions which may damage the further development of truly modern "liberal" - inspired political party not only in Italy, please find here below a note of our friend Bobbie Kostov , which we happily share but do not necessarily entirely agree upon.

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- PART 1 -
ALDE is losing influence and it will continue..most of people connect the current crisis with neo-liberal model, that leads to enormous polarization in societies and lack of middle class..
The economic model over the last maybe 10-15 years led to impossibility for the European population even to reproduce itself to a sustainable rate ... so if a model cannot even reproduce it is maybe inherently wrong.

Number one problem for Italy is demographic. I do not know why your media do not speak about that ... you are disappearing ... in fact "white christian Italian population" is in so called demographic trap. That means that in 2-3 generations you will have 5-6 times less young real Italians.
It is a geometrical progression ... this is in coincidence with increased  polarisation in the society; young people are insecure about their future ans that destroys the cell of every society - the family - as institution. You have other problems with lack of investments, competitiveness, but they are easy to solve and short term ones. For Italy a matter of national security must be the demographic problem ... why do you need this wealth if you are disappearing as nation?

 
ALDE do not speak about this, only Nationalistic Parties such as the likes of Le Pen and Nigel Farage talk about that ... they cannot give proper solutions, but what ALDE, ENP, PES are doing with just neglect all this topics and blaming the others as "racist" is wrong. We called this pseudo tolerance ... when this three parties combines against national parties , it only gives more arguments to them and make a bitter impressions into people ... 50-60-100 millions cannot be racists. These national parties are in fact the immune system of societies.
Most of cities in Europe are dangerous for girls and women in dark hours to walk around..you have Muslim,not European population that is impossible to integrate...instead of they to become Europeans it will be vice versa.
You know about the role of the Church for modern Europe and capitalism ... so this Muslim immigrants will bring other policy structures and economic structures..

Here (
Ed. , Bulgaria) we have a Turkish party, in Macedonia-albanian. They vote ethnically and religiously..and then they bring feudal economic manners. In western Europe you will have this first in local , municipal authorities in many cities...

First you need intelligent measures for easing christian women to have families and at least two children; t
hen change into fiscal policy - in order to limit the polarization ... then some mixed system of basis income for the young people but now they are slaves to banks.. and most important you will need changes into the big structures-banks, mega corporations ..

Mega Banks brings enormous systemic risk... it is very wrong..in future we need policy and economic structure that enables technologies.. this means more errors and failures in the system , but small ones , not systemic..instead of few big systemic ones as we see now with our banks..failures brings the progress and the wealth..people have to try and fail, and so again, again..


In future only 1/10 of the businesses will bring profit and wealth..but the few ones will feed thousands and will create enormous wealth.. the firms will have very short life, because technologies develops exponentially.. so we need enormous change into banking industry..it is vital...


About Russia: Europe needs Russia, and Russia needs Europe.
Russia is in fact Europe - European culture and christian territory..it is not "orient"!
Russia needs European technologies and, on the other side, Europe not only needs resources, but markets too. Soon, Russia will be the biggest one, bigger than German one for most product items and Europe cannot afford to lose its biggest market
Currently, Russia is in something like currency board; they need to have reserves in US Dollars, but soon they will have independent monetary policy and that will lower interest rates for Russians companies; therefore, their economy and disposable income of people will rise a lot.
This is much different from US cooperation in respect to trade with EU; with Russia EU has "absolute advantages"
(Ed. complementarity), so it is very beneficial for both sides; what I mean-EU produce products that Russia does not and vice versa, it is not the case with USA. That is why TTPA is an useless agreement.

Italy always had very good relations with Russia..even 25 years ago. Russians do not like Americans and English people.. but they are friendly towards other Europeans, and especially Italians.
It is therefore a mistake to scare people with catch-phrases such as "energy independence", without developing a full argument on the future developments and trends in most industrial branches,  especially automobile one.

Not the war with Russia will bring energy independence - the new technologies are the better solution ... and Europe has such technologies.

-  END OF PART 1 -

mercoledì 5 novembre 2014

La nostalgia e la nebbia della memoria a sovranita' limitata ...

Ai miei tanti amici che con tardiva resipiscenza rimpiangono "un'italietta postbellica" da cartolina, imputando a quella attuale subalternita' rispetto a politiche spesso incomprensibili quando non esplicitamente masochistiche dettate da Washington o Bruxelles, vorrei ricordare che cambiano le situazione, ma che l'Italia si trovasse in sovranità limitata era altrettanto vero durante l'epoca dei "blocchi" contrapposti.

Una dittatura pre-bellica seguita da 50 anni di pseudodemocrazia bloccata dalle sedicenti contrapposizione ideologiche che non rimpiango ... vogliamo parlare di personaggi come Scelba, Tambroni, Borghese, Sindona, Gelli, Calvi Ortolani e piduisti vari ancora presenti sulla scena pubblica, della ventennale stagione delle stragi (Peteano, Piazza Fontana, Italicus, 904, Bologna, ...), dei misteri insoluti (Ustica, Argo 16, De Mauro, ...) del caso Moro, etc etc.

Francamente, non ho alcuna simpatia per le marionette al timone del paese in questa stagione storica ma nessunissima nostalgia di una Italia del genere.


martedì 4 novembre 2014

La giustizia negata e la voglia di facili vendette "fai da te"

Indipendentemente da chi fossero i protagonisti di queste vicende (Cucchi, Aldrovandi ed altri sventurati) quello che e' inammissibile e' che un cittadino muoia in circostanze assolutamente oscure mentre e' sotto la custodia o tutela delle "istituzioni" (le forze di pubblica sicurezza, il sistema sanitario, la scuola, etc).

Quando poi, come nel caso Cucchi nessuna sentenza di colpevolezza viene emessa contro alcuno e nessun provvedimento amministrativo e' comunque preso stato preso nei confronti di chi, a vario titolo, è intervenuto nella drammatica vicenda, sale la  voglia di giustizia sommaria, di "tribunali del popolo".

Ora, se questa e' la soluzione che una parte dell'opinione pubblica auspica, preferirei francamente darmi alla macchia perché non credo nell'assemblearismo, nei demagoghi che spacciano le loro manipolazioni per la volontà popolare, nelle "folli folle" con le fiaccole ed i forconi (ed a volte anche i cappucci).

Ancora, non credo nei tribunali del popolo, nei tribunali speciali, nei soviet, nella rieducazione di stampo maoista, nella ipocrisia sociale di una società tribale che dovremmo esserci lasciati alle spalle già secoli fa con l'illuminismo.

Quello che al limite può rimanere e' una forma di riprovazione sociale, di ostracismo diffuso che si può applicare, che so, a personaggi che rappresentano nell'immaginario collettivo il prototipo dell'empietà e per il quale le responsabilità sono ben definite al di la' di ogni ragionevole dubbio e del risultato del procedimento giudiziario, ma non e' facile delimitare con certezza queste situazioni.

Ancora, si lascerebbe all'opinione pubblica l'onere di giudicare "in nome del popolo sovrano", quando questa può essere agevolmente manipolata e fare apparire degli emeriti delinquenti come degli eroi e dei poveracci dei perfetti mostri da dare in pasto alla folla urlante o al boia (cfr. Gesù vs Barabba).

No, la giustizia si deve amministrare nelle aule dei tribunali, non per le strade ... non possiamo permetterci questo rischio.


E qualora la giustizia sia manifestamente iniqua, inefficiente e corrotta, come sembra essere il caso in questo periodo storico?

Si riparta allora dai fondamentali: nella folla urlante non ci vedo nulla di meglio, preferisco lavorare per riformare il sistema dello stato di diritto piuttosto che affidarmi agli umori delle folle: la convivenza si basa su un contratto sociale che va rispettato, quando questo non e' il caso, si vanno a vedere le carte ed il più forte o influente decide sull'interpretazione.

Ed in questo frangente storico, vista la scarsa qualità intellettuale e l'assenza di visioni alternative credibili non ci sono scappatoie "risk free".

O si entra nel gioco e si partecipa alla "circolazione delle élites" in rappresentanza di interessi ben definiti e circoscritti (come sono stati nella storia la "borghesia" o "il proletariato") o e' meglio abbozzare e lasciare perdere.

Si, credo nella rappresentanza e nell'articolazione degli interessi. La democrazia diretta la lascio alle riunioni di condominio.


Massimo Bernacconi


venerdì 24 ottobre 2014

The wealth in the United States - riceviamo e volentieri pubblichiamo

Carissimi,

riceviamo una interessante segnalazione da parte dell'amico Aldo Backer che ha creato un bel sito che traduce in grafici ed immagini le statistiche economiche. Da visitare!


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Hi, I wanted to share an article with your readers:

Link

Infographic World has put together this article on The Wealth in the United 
States, and I thought you might enjoy it!

If so, please feel free to share the image with a link to the source. Also 
let me know when your post is live and I can send visitors your way. Thanks!

Aldo Baker


mercoledì 22 ottobre 2014

Solidarietà con il personale di volo Meridiana



Ricevo quest’appello da un caro vecchio amico (che naturalmente ci tiene a restare anonimo) e volentieri rilancio su questa pagina.

Al contempo manifestiamo tutta la vicinanza di CSV al personale di volo di Meridiana, una ex compagnia di eccellenza, piena di professionalità straordinarie ma ora destinata ad un inglorioso declino a causa di scelte sbagliate ed incomprensibili speculazioni e ci impegniamo a fare del nostro meglio perché questa vicenda non finisca ancora una volta nel novero dei fallimenti italiani, con il contribuente che ne paga i cocci e con i responsabili che cercano con tutti i mezzi di seppellirla nel dimenticatoio.

Ciao Massimo, come stai? Mi faresti un piacere grande? Faresti un po’ di pubblicità alla nostra situazione di Meridiana e alle porcherie che stanno facendo a Roma? Hai sentito di quei due miei colleghi in cima ad un lampione del parcheggio dell’aeroporto di Olbia?

Nel 2011 la compagnia per scongiurare i licenziamenti ci obbligò a firmare la cassa integrazione per 4 anni per almeno 250 persone, un mese dopo la firma comprò AirItaly e cominciò a travasare attività di Meridiana in quest'ultima.

Fece un job posting dove chiese ai dipendenti Meridiana di passare in AirItaly, perdendo seniority e salario ( come avrei potuto sedermi a destra a un Comandante con 3000 ore di volo, magari false, dopo 25 anni di esperienza e più di 10000 ore di volo?).

L'Italia è proprio marcia. Fammi sapere se si può dare voce a questa cosa.

Grazie e a presto                                                                     Lettera firmata