giovedì 5 dicembre 2013

La sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum

Un giorno, la Corte Costituzionale si risveglio' dal suo torpore e decise anch'essa di dire la sua sull'impianto legislativo del Porcellum, bocciandolo su due punti fondamentali:


  • Premio di maggioranza
  • Liste bloccate


Questo e' il comunicato stampa, noi aspiranti candidati siamo chiaramente i diretti interessati ed aspettiamo quindi di conoscere le motivazioni della sentenza.


Ora, alcune questioni si pongono:


  • Perché questa pronuncia ora, trascorsi otto anni dalla sua entrata in vigore e dopo che il sistema e' stato utilizzato in DUE legislature?
  • Cosa stavano pensando i costituzionalisti che consigliano il PdR quando gli hanno dato l'ok per firmare la legge?
  • A chi giova in questo momento accelerare sulla riforma della legge elettorale quando comunque le condizioni per garantire a tutti i candidati pari opportunità non sono neppure all'ordine del giorno?

giovedì 10 ottobre 2013

Non ne posso più del populismo becero!

Di solito non commento le stupidaggini populiste, disinformate o costruite ad arte e volutamente fatte circolare per buttarla in caciara e non andare concretamente al nocciolo dei problemi dell'Europa, che sono invece evidenti, gravissimi e conclamati. Evidentemente perché non si saprebbe cosa scrivere.

Cui prodest, direbbero i cultori del latinorum? Mah, MENEFREGO, risponderei altrettanto romanamente!

Non mi interessa tanto chi ne trae giovamento, la mia e' una reazione emotiva allo "sfrantumamento" di gonadi che quotidianamente mi procura il veder rilanciati molto spesso da insospettabili untori in buonissima fede una serie di argomentazioni farlocche, ggentiste, disinformate quanto non manifestamente false.

L'ultima della serie, che mi ha fatto uscire dai gangheri stamattina, e' quella relativa alla presunta truffa tra il tasso di cambio Euro / Lira rispetto ad Euro / Marco. Ora non sto neanche a spiegare la congettura contro i KATTIFIMANCIAPATATENTEDESKI, mi basti dire che e' basata su un grossolano falso: sostenere che il DM sia stato scambiato alla pari con 1 Euro quando invece esso fu fissato il 31 December 1998, dal Consiglio della UE al tasso di DM 1.95583 per €1, cioè quasi 2 marchi per un euro, equivalente alle quasi due mila lire per un Euro, visto che all'epoca per un marco vi volevano circa 1000 delle nostre lirette.

Stupidaggini del genere insozzano ogni giorno l'eterea ragnatela telematica, rimpiazzandogli ormai vetusti Emilii Fedi, Bruni Vespi & simili con omologhi cyberpunk virtuali alla Max Headroom di Channel 23! La paradigmatica casalingua (sic) di Voghera alla mattina invece di accendere ritualmente la tivvu' e' ormai diventata una aficionada attivista di Facebook e non le pare vero di poter interattivamente combattere la sua battaglia quotidiana contro gli scii kimici o altri complotti giudo/pluto/masso/kastacei fra una torta di mele ed una soap opera. 

Poi se le aprono una discarica sotto casa, se si continua a costruire senza logica, se i concorsi pubblici conoscono già il nome del vincitore prima del loro svolgimento, se gli appalti sono truccati da comitati d'affari stracittadini, se dal suo rubinetto esce acqua all'atrazina che importa, tanto su di lei veglia il suo amato primo cittadino per il quale continuerà imperterrita a votare perché e' tanto simpatico e tanto bene ha fatto alla nostra città dando lavoro e benessere. Solita logica da filantropia pelosa, dove ci si lava la coscienza mandando quattro spiccioli a "poveri bambini in paesi lontani" fregandosene altamente del disagio che ci passa quotidianamente sotto gli occhi. 

Salvo poi incazzarsi e cadere dal pero quando il flusso delle dazioni inesorabilmente si interromperà visto che oramai la poca trippa rimasta dovrà in primo luogo soddisfare i bisogni dei gatti più grossi.




P.S.: Se non fossi già all'estero mi verrebbe voglia di emigrare!

***

Un paio link utili per una controsatira intelligente o provvedere ad auspicato debunking, sempre che abbiate lo spirito da crocerossina e/o vi diverta lavare la testa all'asino.:

https://www.facebook.com/SiamoLaGenteIlPotereCiTemono?fref=ts

http://www.attivissimo.net/

martedì 8 ottobre 2013

Motor Show e Targa Florio ... cosi' naufraga l'Italia motoristica.

Sono arrivate in questi giorni due notizie che rendono ancora più triste il declino italiano e toccano nel vivo una delle poche eccellenze rimasteci, quella delle belle meccaniche care a tutti gli italiani ma soprattutto a chi, come me, proviene dalla terra dei motori per eccellenza, quella che parte dal nord delle Marche ed arriva alle propaggini della Lombardia, dove hanno prosperato nomi illustri come Benelli, Bimota, Maserati, De Tomaso, Lamborghini, Ferrari, etc etc.

Il Motor Show, kermesse motoristica per eccellenza, eccessiva e chiassosa, paradiso dei petrolheads de noartri, chiude per la prima volta dal 1976 per mancanza di espositori.

Arriva invece come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Targa Florio storica in programma per questo mese sarebbe stata cancellata per problemi finanziari degli organizzatori, quando ormai i programmi e le prenotazioni erano già stati fissati ed i team erano pronti ad arrivare sulle Madonie da tutto il mondo. Lo squadrone Porsche che avrebbe dovuto portare fra l'altro la mitica RSR 3 litri del 1973 dal museo di Stoccarda avrebbe già rinunciato, mentre pare che la Ferrari si stia adoperando per salvare il salvabile.

Al Motor Show e' legato uno dei miei ricordi più vivi della mia infanzia, quando nel lontano 1981 accompagnai mio padre allo storico meeting nel corso del quale Enzo Ferrari esercito' la propria autorevolezza nella mediazione fra Ecclestone e Balestre in piena guerra FOCA contro FISA. Il Drake, dietro ai suoi occhiali scuri, incuteva allo stesso tempo soggezione e trasmetteva fascino nella mia mente di ragazzino appassionato di motori e fan sfegatato dei piloti rompicollo di quegli anni ... Villeneuve, Pironi, Arnoux ... Al Motor Show abbiamo avuto la possibilità di vedere per la prima volta i dragster, le incredibili acrobazie di Remy Julienne e molto altro, era diventato un appuntamento fisso per i ragazzi della mia generazione ed alcuni di essi hanno continuato a frequentarlo fino ad oggi.

La Targa Florio non ha bisogno di commenti, la corsa più antica del mondo disputatasi in varie forme dal 1906, con la rievocazione storica ancora più importante perché rappresenta il patrimonio culturale di una intera regione ed un punto fermo nell'immaginario collettivo di tutto il mondo. Ma e' proprio necessario fare queste figuracce? Possibile che con tutti i soldi buttati via in questi anni non si sia riuscito a valorizzare il percorso storico della Targa come un Nürburgring del Mediterraneo (per difendere il quale si sono mobilitati in mezzo mondo una volta diffusasi la notizia della messa in liquidazione della società di gestione)? E' proprio cosi' difficile copiare quello che hanno fatto a Le Mans o a Spa Francorchamps? 

Continuiamo a farci del male da soli e a sproloquiare di eccellenza e qualità ... ma chi ci crede più?

I belligeranti di allora: Chapman, Tyrrell, Ecclestone, Forghieri, Balestre ...



lunedì 7 ottobre 2013

Dei servizi e delle rette ...

... ovvero, come accartocciarsi nel nulla della demagogia a buon mercato.

Sia chiaro da subito: che in Italia ci sia un profondo disagio economico sociale e' evidente e non passa giorno senza che qualcuno si prenda carico di ricordarcelo con fatti alcuni veri, alcuni verosimili, alcuni che potremmo liquidare come balle o bufale. Alle varie categorie appartengono i bambini cacciati dalle aule di refezione scolastica, file chilometriche per polli ad un euro, anziani con pensione minima che si improvvisano taccheggiatori, preti che rifiutano il catechismo causa mancato pagamento, etc etc.

Alcuni fatti, di per se reali, necessitano pero' di un'analisi accurata per evitare di cedere all'istinto di precipitarsi nelle strade, con fiaccole e forconi, per dare l'assalto ai palazzi della cosiddetta "casta", sotto i terrazzi della quale per decenni tanti, ora scandalizzati, concittadini hanno atteso pazientemente di rimpinzarsi con gli avanzi dei satrapi di turno, salvo ora lamentarsi visto che la fonte di tali dazioni si sta inesorabilmente prosciugando.

A questo proposito, vorrei prendere spunto dai fatti di cronaca relativi alla mancata erogazione dei servizi di ristorazione scolastica, tracciando alcuni punti cardine che che ritengo debbano essere tenuti a mente prima di lanciarsi in giudizi affrettati in casi simili:


  1. I servizi accessori come la refezione, il trasporto o il dopo scuola possono essere richiesti oppure ignorati: la refezione rientra in questa categoria? Se si tratta di servizi accessori, i beneficiari ne devono pagare i costi.
  2. Se un servizio e' obbligatorio, esso non e' un accessorio ma parte integrante dell'offerta didattica e come tale rientra nell'ambito del diritto allo studio: la refezione fa parte di questa categoria? In questo caso, la refezione deve essere compresa nella retta scolastica e, qualora essa sia gratuita, anche tali servizi (la refezione, nella fattispecie) devono essere erogati a titolo gratuito, essendo essi sovvenzionati dalla tassazione generale.
  3. Ai ragazzi ed alle famiglie va lasciata libertà di scelta, vale a dire: posso iscrivere mio figlio al servizio di refezione pagandone la relativa quota se voglio e se posso, altrimenti devo organizzarmi con soluzioni alternative (es. la classica "gavetta")
  4. La scuola deve mettermi in condizioni di esercitare questo diritto (possibilità di accedere al refettorio con il mio pasto) e non essere discriminato / stigmatizzato / messo all'indice / deriso per questa scelta (ma veramente devo scrivere questa cosa, quando in tutti i paesi civili e' assolutamente normale scegliere fra queste due opzioni e nessuno si sentirebbe di considerare i bambini che vi aderiscono come dei poveracci morti di fame???).


Ora, stabiliti le regole GENERALI di cui sopra, va dato atto che esiste un principio fondamentale del Liberalismo, sancito anche dall'Art. 3 della Costituzione della Repubblica, che prescrive la rimozione degli ostacoli per il pieno sviluppo individuale della persona. Questo e' il principio che deve essere tenuto a mente per gestire le ECCEZIONI, vale a dire quei casi LIMITATI nel numero e nella porta che costituiscono grave pregiudizio per quelle famiglie e per quei minori ai quali non possono applicarsi i principi di cui sopra, che sono facilmente individuabili dai servi di assistenza sociale del comune (ove questi funzionano, e' ovvio). 

Ora, non e' la scuola o il suo direttore  o il gestore della mensa o chi per loro che deve essere messo di fronte alla scelta di negare i servizi ai bambini, ma l'ente assistenziale pubblico che si deve far carico di garantire che ai bambini non siano negati i loro diritti costituzionali, ad esempio integrando la retta o provvedendo assistenza domiciliare o quant'altro. Alle famiglie sta chiedere supporto, agli enti scolastici segnalare per tempo i problemi, agli enti di assistenza sta intervenire sui casi specifici.

Tutto ciò, in un paese civile, ammesso e non concesso l'Italia lo sia ancora.


***

Appendice

Poi, per quanto riguarda il catechismo ... nessuno si scandalizzerebbe se una scuola privata si rifiutasse di impartire lezioni di, che so, arpa celtica se l'allievo non paga. Essendo la religione un accessorio non fondamentale e relativo alla sfera privata, non vedo dove sia lo scandalo. Considero piuttosto quest'episodio come una improvvida operazione di marketing da parte di una grossa multinazionale in crisi di consenso e che non investe abbastanza nelle vendite promozionali.


martedì 1 ottobre 2013

Lo "shut-down" ed il "gioco del pollo"


... quando la retorica prende il sopravvento sulla ragionevolezza, i polli (o conigli) per uscire vincitori si devono andare a schiantare ...

...SterzaContinua Diritto
Sterza(pareggio, pareggio)(pollo, vince)
Continua Diritto(vince, pollo)(muore, muore)


domenica 29 settembre 2013

Vale ancora la pena di impegnarsi e commentare?


Mi giungono in queste ore sollecitazioni affinché scriva qualcosa, qualche commento alle vicende di questi giorni, all'ennesima sceneggiata, al trionfo del gioco delle parti fra annunciate dimissioni, finte sorprese e lacrime di vegliardo. Ma ne vale la pena? Occorre ancora una volta analizzare e scervellarsi per attribuire colpe, distinguere torti e ragioni, mali assoluti e sfumature di grigio (oddio, quanto e' abusato questo termine ma non me ne sovviene un altro si tanto efficace)?

No, non vale la pena sprecare tempo e banda internet per descrive qualcosa alle quale potremmo applicare tutte le categorie che abbiamo applicato in questi anni allo squallore della vita politica peninsulare.

La soluzione, al solito, viene da lontano ... mi astengo dunque dallo sciorinare una lunga lista di luoghi comuni limitandomi a seguire gli insegnamenti che già Seneca impartiva a Lucillo ...

"Due sono i casi: o li imiti o li odi. Ma sono da evitare l'uno e l'altro estremo: non devi assimilarti ai malvagi, perché sono molti, né essere nemico di molti, perché sono dissimili. Ritirati in te stesso per quanto puoi; frequenta le persone che possono renderti migliore e accogli quelli che puoi rendere migliori. Il vantaggio è reciproco perché mentre s'insegna si impara."



martedì 24 settembre 2013

Santoro, Ruotolo e Travaglio sdoganano De Gregorio?

Francamente mi piacerebbe sapere il senso dell'intervento a "Servizio Pubblico" di Sergio De Gregorio. Quale tesi si vuole dimostrare? Perche' concedere una vetrina mediatica a questo squallido personaggio che rappresenta il peggio della politica e del malaffare italiano, che ha sguazzato a piacimento negli intrecci fra malavita, servizi e sottobosco politico per anni?

De Gregorio che si pente? Ma si pente di cosa, della sua stessa ragion d'essere, della sua essenza truffaldina che gli ha permesso di diventare quello che e' e di rimanere a galla nonostante le alterne fortune?

Non sarebbe meglio, cari Santoro, Ruotolo e Travaglio magari chiedere a coloro i quali quella stagione politica l'hanno subita sulla loro pelle e gia' da anni ne hanno fatto parte l'opinione pubblica, inascoltati e snobbati dai media di regime?

Si veda a tal proposito quanto scrivevo alcuni anni or sono:

De Gregorio, IDV e gli Italiani nel mondo Ovvero: ma che c’azzeccava De Gregorio con noi? E che ci azzecca con gli italiani nel mondo?

Quando i giornalisti non diffondono notize, ma in prima persona prodotti editoriali (tali "Servizio Pubblico" ed "Il Fatto Quotidiano" sono), la spettacolarizzazione alla ricerca dell'audience e del profitto, unita alla discesa in campo politica in supporto di una propria agenda fanno passare in secondo piano il buon giornalismo.


martedì 17 settembre 2013

La differenza fra il vero successo ed il riattaccare i cocci

... aka ... you bend it, you mend it

Ma che bello ritrovarsi nell'ennesima fase di uscita "dall'emergenza", che sommo successo nazionale quello del recupero della Costa Concordia!

Quanto ritrovato orgoglio italico, celebrato sventolando una bandiera sudafricana btw, nel gioire per la riuscita della prima fase di una difficile operazione di recupero di una nave battente bandiera italiana, naufragata quasi due anni fa sulla costa di un'isola italiana condotta da un capitano italiano, sotto il controllo di una capitaneria di porto italiana, certificata da un registro italiano e di proprieta' di un armatore con sede in Italia ... se questo e' un successo, che Dio ci scampi dai disastri!


venerdì 6 settembre 2013

Sugli interventi umanitari, le guerre giuste, etc etc

L'escalation della guerra civile in Siria riporta alla ribalta ancora una volta la necessita' di stabilire criteri oggettivi da applicarsi in casi simili. Ormai giornalmente tutti quanti, dal Papa ad Obama, da Hollande a Putin stanno dicendo la loro, quindi non vedo perché anche io non dovrei.

Questo stabilito, vorrei pero' al solito attenermi ad alcuni principi fondamentali:

  1. Concisione 
  2. Realismo
  3. Niente ipocrisia
  4. Poche frasi fatte e luoghi comuni (solo lo stretto necessario)

Nel caso specifico:
  • Principio di non intervento militare nei conflitti armati interni (c.d. guerra civile) a fianco dell'uno o dell'altro contendente a meno che non vi sia un chiaro e dichiarato interesse nel volere che una parte prevalga sull'altra. In questo caso non si tratterebbe più di guerra civile ma di un conflitto armato di altro genere, con tutte le conseguenze previste dal diritto internazionale pattizio e consuetudinario ed una assunzione di responsabilita' da parte delle potenze interventiste.
  • Continuo sforzo diplomatico coordinato per un arresto delle ostilità e per una soluzione negoziata
  • Protezione dei profughi, degli sfollati ed in generale della popolazione non combattente tramite la creazione di corridoi umanitari, campi profughi ed assistenza sul campo in territori non soggetti a combattimenti (sorta di "citta' aperte"), previo negoziato ed assicurazione in tal senso dalle parti in lotta.
  • Divieto di fornitura di materiale bellico alle parti in conflitto.
  • Alla chiusura delle ostilità, premere affinché i vincitori permettano i lavori di una commissione di inchiesta indipendente sulle motivazioni del conflitto e sugli eventuali crimini di guerra commessi. Sara' poi ai singoli governi considerare il tipo di relazioni da tenere in futuro con la parte vincitrice, prendendosene le dovute responsabilità storiche e morali.
  • Codifica di quanto sopra nel diritto internazionale pattizio.
 

martedì 3 settembre 2013

Futuro prossimo venturo ...

Renzi capo centrosinistra, Tosi leader del centrodestra, D'Alema presidente della Repubblica, Letta Jr. assume il ruolo di Giuliano Amato del XXI secolo, la normalizzazione trionfa, Papa Francesco Santo subito ... fantapolitica o possibile futuro, sogno o incubo?

... il disegno e' comunque sempre lo stesso, da secoli :)


lunedì 12 agosto 2013

Si può veramente pensare di poter cambiare le coscienze sull'omosessualità per via legislativa?

Tragedie come quelle di adolescenti che si suicidano perché dileggiati per la loro omosessualità non possono lasciare indifferenti, ma siamo proprio sicuri che la via legislativa serva veramente a qualcosa? Se non cambia la cultura della gente ed in generale la percezione del "diverso/non-conformista" le leggi servono a poco ... già e' proibito rubare, uccidere o usare violenza ma fatti del genere continuano ad accadere. Educazione alla comprensione ed alla tolleranza e soprattutto preoccuparsi per le proprie manchevolezze invece di indicare la classica pagliuzza nell'occhio altrui, questo serve realmente!

venerdì 9 agosto 2013

La migliore pubblicita' e' quella che ti fanno i tuoi avversari ...

Il problema vero e' che alle dichiarazioni improvvide della Kyenge (l'ultima la sua uscita a gamba tesa sullo Ius Sanguinis) si da troppa importanza non solo sui giornali ma soprattutto sui social media (e questo post ne e' una ulteriore conferma, ma e' il primo e sara' anche l'ultimo sul tema). 

Questo governo ha provato a fare una astuta operazione di immagine di stampo neodemocristiano, infilando dentro personaggi che nulla hanno a che fare con la politica come la Idem (strizzo l'occhio all'apparato del PD e mi assicuro una plurimedagliata olimpica, immagine pulita dello sport), la Kienge (mi dichiaro moderno, aperto alle minoranze, rassicuro i terzomondisti da salotto, etc), o soggetti come la Bonino per neutralizzare critiche dall'ala "liberal-libertaria-libertina-femminista" (criticarla non e' mai popolare nell'ambito "liberale" che frequento, vi assicuro). 

 Da furboni quali sono, l'effetto raggiunto e' stato doppio, visto che le evidenti deficienze formali e sostanziali delle citate (mi spiace sinceramente che siano tutte e tre donne) utilizzandole come parafulmine, distraendo cosi' l'opinione pubblica dai veri problemi del paese, impegnato a dibattere ora sul pianto dell'una (era la Cancellieri, ma non sottilizziamo), le case dell'altra, la scorta di un'altra ancora, etc etc. 

 Sia chiaro, non metto in discussione la probità delle persone, ho avuto modo di conoscere personalmente una parte della famiglia della Kyenge e mi e' sembrata gente assolutamente per bene, che hanno pagato un prezzo molto duro nella loro patria di origine ed ora sono membri rispettati delle loro città di adozione. Essendo originario di Ravenna, posso anche azzardare una ipotesi che la Idem sia stata mal consigliata e vittima sacrificale di una "guerra fra bande" all'interno del PD cittadino. Sulla Bonino ho molte riserve ma lasciamo perdere, tanto sono in minoranza (come al solito). 

Ma dall'essere convinti della buona fede delle persone non deriva necessariamente il lasciarsi strumentalizzare da chi le ha elevate a posizioni per le quali non erano e non sono preparate a sufficienza e le utilizzano come "mine vaganti" (armi) di distrAzione di massa. Provate a non parlarne, non nominarle. Non cedete al gioco dei pupari che ve le hanno date gratuitamente in pasto e che dietro alla loro cortina fumogena continuano a farsi beatamente i porci comodi loro!

   
 "There is only one thing in life worse than being talked about, and that is not being talked about."
Oscar Wilde

venerdì 2 agosto 2013

2 Agosto 1980

2 Agosto 1980 ... io me lo ricordo bene anche se avevo solo 10 anni ... il viso di quella ragazza che abitava nel mio quartiere a Ravenna che non sarebbe più tornata a casa e lo strazio di quel povero padre che vedo sempre di fronte a me con la sua bicicletta ... non dimentichiamo Bologna!

giovedì 25 luglio 2013

25 Luglio 1943 - 25 Luglio 2013

In questo stesso giorno di 70 anni fa, il Gran Consiglio del Fascismo voto' l'ordine del giorno Grandi; Benito Mussolini viene fu arrestato a Villa Savoia e sostituito al governo da Pietro Badoglio. Il fascismo come regime di stato poteva dirsi finalmente concluso, ma fu vera gloria? Non credo, mi pare semplicemente una delle tante manifestazioni del malcostume italico di sputare nel piatto in cui si e' lautamente mangiato, con la speranza di rifarsi una verginità e riciclarsi nel nuovo sistema. Un po' il vecchio gioco del trasformismo che ritroviamo in quella stessa meravigliosa città eterna in questo caldo 25 Luglio 2013. PD e PDL tutti insieme appassionatamente (spirit of bicamerale revival) senza essere mai stati veramente antagonisti; un PdR che ha giocato e sta giocando un ruolo ambiguo e che egli stesso ha mostrato in prima persona come si possano disinvoltamente percorrere tutti i sentieri dell'Assolutismo del XX/XXI secolo; dai GUF al PCI del Cominform fino alla senile "Presidenza Reale" dell'ultima fase del suo primo e che sta onorando anche in questo malaugurato secondo mandato, indubbiamente dovuto a cause contingenti ma di certo anche facilitato da una naturale predisposizione (i maligni dicono genetica, ma potrebbe essere anche l'atmosfera del Quirinale che fu dei Papi o la pressione di cattivi consiglieri). No, come non credo che 70 anni fa si potesse tracciare una linea netta fra i "buoni" che votarono l'ODG grandi ed i "cattivi", non credo lo si possa fare neppure oggi; non chiedetemi di scegliere fra l'oscenità eretta a sistema di governo dell'uomo di Arcore e l'ipocrisia rivoltante del PD di governo! Nell'Italia di Schettino e delle rettifiche alle smentite, del tragicomico affaire Kazako e di mille altre quotidiane meschinità, la figura certamente più rappresentava del 25 luglio 1943 vera fonte di ispirazione per il disastro odierno e' senza dubbio la figura di Tullio Cianetti ... un uomo per tutte le stagioni e che abbraccia tutte le definizioni possibili: fascista/di sinistra/sindacalista/filotedesco/etc etc ... voto' l'ODG Grandi, si scuso' il giorno dopo con Mussolini, evito' il plotone di esecuzione al processo di Verona e dopo la guerra la fece franca scappando in Mozambico ... neppure il presidente operaio avrebbe saputo fare meglio!

giovedì 20 giugno 2013

Breve considerazione sulla vicenda del ministro Josefa Idem

La vicenda di Josefa Idem e più ancora il "perdono" di Letta alla suddetta, rivela ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che il metro "dell'appartenenza" per definire il livello di moralità di una persona non e' più appannaggio esclusivo delle subculture mafiose ma si e' diffuso ormai nei gangli vitali della società un tempo considerati "rispettabili".


giovedì 6 giugno 2013

Demonstrations in Turkey not necessarily a cause for celebration


I just received this contribution from my friend Praxoula Antoniadou Kyriacou
Former Minister of Energy of Cyprus and appreciated colleague at ALDE Council.
Thansk for your consideration and comments.
Massimo Bernacconi

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Demonstrations in Turkey not necessarily a cause for celebration
Demonstrations in Turkey are not necessarily a cause for celebration -and this is especially true for Cyprus.

It goes of course without saying that any measures limiting human freedoms and human rights should be condemned and reactions to such measures by citizens in Turkey seem justified. In any case, respect of human rights is a primary consideration in the annual progress reports prepared by the European Commission for Turkey and the reports repeatedly call upon the Turkish government to proceed to reforms that will strengthen respect of human rights in the country.

It would however be unfortunate to restrict one’s analysis to the conclusion that what we currently witness in the streets of  Istanbul is the reaction of Turkish citizens to religious oppression and that this may be the beginning  of the end for the government of Prime Minister Erdoğan.

What seems to be actually taking place in Turkey is the attempt on behalf of the Kemalist opposition to exploit Erdoğan ’s insistence on introducing more religious elements in the country’s life and legislation. And certainly no person preaching democracy and liberalism can agree with measures that limit personal freedom.

Beyond however the surface, what seems to be really bothering the old establishment in Turkey is the fact that Erdoğan has managed over the years to diminish the power, influence and control of the army in the country. And those of us who are older remember that former Kemalist governments had been basing their control of power on their cooperation with the military. And of course at those times human rights were again being violated -though violation concerned a different group of individuals.

Prime Minister Erdoğan has recently succeeded to reach an agreement with the Curds leading to the solution of the Kurdish problem. He has also managed to bring the Turkish economy to its feet and to healthy growth. He has won the respect and confidence of partners in Europe and internationally that Turkey under his government can serve as a pole of stability and peace in the area of the Eastern Mediterranean. In other words, both today’s opposition who represent the old Kemalist establishment- as well as the army seem to be increasingly losing control; and they had to do something to regain such control. They thus concentrated on their opponent’s weakness which are his efforts to make his Ιslamic identity a way of life for more.

In Cyprus, it is very important to remember that the Turkish invasion of 1974 was not conducted by Erdoğan or by some Islamic party. The invasion took place when Turkey was being run by Kemalist politicians in harmonious cooperation with the military. The implementation of expansionary Turkish policies was effected by a Kemalist establishment.
Today, to the extent that the current Turkish government of Prime Minister Erdoğan  has embarked on a course of a peaceful settlement of the Cyprus problem –following success with efforts to resolve the Kurdish problem- any weakening of Erdoğan’s political influence would undermine prospects for the reunification of Cyprus.
Those of us who really care about peace, cooperation and prosperity in the area of the Eastern Mediterranean should encourage Prime Minister Ertogan to strengthen his Liberal self so that Turkey can further proceed to the road of Democracy, peaceful resolution of problems and of peaceful regional cooperation, rather than regress to the times of military control under the face of a Kemalist Government.


Praxoula Antoniadou Kyriacou
Former Minister of Energy of Cyprus
President of United Democrats
Member party of Alliance of Liberals and Democrats for Europe Party

mercoledì 24 aprile 2013

25 Aprile 2013


25 Aprile 1945 ... tanti giovani caduti nei lunghi anni di guerra insensata e nella resistenza patriottica, che sola avrebbe potuto restituire all'Italia l'onore perduto nel crepuscolo del totalitarismo nostrano e nell'otto settembre con il quale una monarchia infingarda segno' anche il proprio destino e quello dei militari lasciati alla merce' di un ex alleato tradito crudele e spietato; si celebravano alti ideali di democrazia, libertà giustizia; spegnendosi il fragore della mitraglia si poteva cominciare anche a recuperare l’umanità' perduta nell'impeto della battaglia ed occuparsi delle vite spezzate con il ritrovato ottimismo e tanta speranza per l'avvenire. 

25 Aprile 2013 ... vorrei poter continuare a dar libero sfogo alla retorica, poter credere che la Repubblica Italiana odierna sia figlia diretta di quegli ideali e non la brutta copia che le classi dirigenti degli ultimi decenni ci hanno consegnato. Il crepuscolo della Repubblica non sara' certamente tragico e sanguinoso come quello del Ventennio, forse ce la caveremo con il disonore e la vergogna ... ma questi forse sono concetti non più radicati nella coscienza collettiva, dopo l'anestesia cerebrale alla quale il popolo, che si dice essere sovrano, e' stato spesso consenzientemente sottoposto.

No, non sono fiero dell’Italia di questo venticinque aprile e non credo neppure lo sarebbero stati coloro che rientravano dai campi di battaglia, dalla prigionia o dall'esilio e si apprestavano a contribuire alla rinascita civile e morale del Paese e con la loro operosità stavano preparando il terreno per l'imminente "miracolo economico" degli anni successivi, ora solo un pallido ricordo in quest’epoca di declino tutt’altro che felice.



domenica 14 aprile 2013

Videos from ALDE Workshop Ravenna (Italy), 6 April 2013

Various recordings of the ALDE workshop held in Ravenna (Italy) on 6 April 2013.


  1. Live streaming of the workshop (morning session only). 
  2. Camera recording part 1 
  3. Camera recording part 2 
  4. Camera recording part 3 

Among the speakers: Massimo Bernacconi, Giulio Ercolessi, Fernanda Miucci Casale, Gordon Lishman, Mikhail Stupankov, Mindaugas Lapiskas, Maartje Jansen

domenica 10 marzo 2013

Giovani equilibristi su doppia staffa crescono

Continuo ingenuamente a far finta di sorprendermi per lo spazio dato dai media nazionali di regime a personaggi del peggior mentecattismo politico ... uno degli ultimi che non si capisce bene per quale motivo e' tale Favia da Bologna. 

Non contento di poter rappresentare gli interessi dei cittadini in Consiglio Regionale, si erge legittimamente a censore del ducismo grillino, si tira (o viene tirato) fuori, cooptato da un altro soggetto politico non identificato che risponde al nome di Ingroia, presentato come il nuovo che avanza, la panacea contro i mali della vecchia politica e l'antidoto alla paventata calata dei barbari al seguito dell'insetto genovese, accettato ortogonalmente ed a brache calate (obtorto colon, pare si dica in questo caso) dal veterano di mali pulite (o punite?), il Tonino nazionale, ora ... dopo aver preso una batosta memorabile, questo "signore" non trova di meglio che scagliarsi contro i partiti che hanno sostenuto Rivoluzione / Rifondazione Civile! 

Solo questo voglio dirti, sig. Favia ... se non fosse stato per quei quattro "coglioni" miei amici di IDV che hanno sostenuto lealmente RC nella sua scellerata avventura, non avresti raccolto neppure questo. Abbi un po' di pudore, ritorna in Consiglio, pensa ai tuoi cittadini, non ti chiedo neppure di dimetterti, come peraltro tu stesso avevi annunciato di voler fare, visto che se stato eletto e che comunque pure tu devi mangiare ... dato che dubito potrai trovare un lavoro decente visto il tuo imbarazzante CV .

Ma almeno rispetta il lavoro e l'impegno di quegli attivisti che dopo anni di lavoro per il partito si sono dovuti (stupidamente o stoicamente, dipende dalle interpretazioni) umiliare a tirare la volata ad un personaggio di tal fatta.

 

giovedì 28 febbraio 2013

Il "grillismo" ed mito della "violenza creatrice" di Sorel

L'interpretazione e l'analisi dell'indubbio successo del M5S pongono problemi ed opportunità  politologiche alquanto stimolanti. Abbiamo ricordato in un post precedente la teoria di Polibio sulla evoluzione dei regimi (Anaciclosi) come chiave di lettura di questo periodo storico di incertezza e transizione post-democratico (Oclocrazia).

In questo senso, la fino ad ora pacifica "rivoluzione 2.0" compiuta dal movimento di "Beppe Grillo & Associati" può  certamente svolgere il ruolo rigeneratore che Georges Sorel nel suo saggio del 1908 "Réflexions sur la violence" assegnava alle masse popolari guidate dal pensiero rivoluzionario marxista.

Quella violenza di piazza e di classe, presupposto necessario all'inizio del XX secolo per liberare quella forza rigeneratrice e' stata fino ad ora sostituita dalla violenza verbale del leader del movimento; una violenza verbale dura, "sfascista", nichilista se vogliamo, ma che ancora non ha causato un solo morto nelle piazze (elemento positivo non da poco).

Ora, la questioni fondamentali sono le seguenti:

1. basterà questo surrogato di violenza creatrice per ridisegnare gli equilibri di potere in Italia?
2. come reagiranno le élites tuttora dominanti nel caso il tentativo di cooptazione in corso non abbia successo?
3. come reagiranno i veri poteri forti del nostro paese (potentati economici e finanziari, mafie, Vaticano, servizi segreti, etc, essi stessi legati da patti di non belligeranza nella migliore delle ipotesi e di collaborazione nella peggiore)
4. che effetto avranno i nuovi equilibri interni sul piano internazionale e sulla costruzione Europea in particolare?

Alcune prime risposte alle questioni le vedremo nelle settimane prossime quando potrebbero manifestarsi indicatori fondamentali per decifrare le dinamiche della lotta di potere in atto.




E fu a Bologna che scoppiò la prima bomba, 
fra una festa e una piadina di periferia. 
                                              A. Venditti


mercoledì 27 febbraio 2013

Tanti colpevoli ... comunque colpevole!


La fine di IDV non e' nata con RC, ma e' stata sancita molto molto tempo prima, quando logiche mai chiare hanno portato personaggi squallidi ed alcuni vicini ad ambienti inconfessabili ad avere tanto peso nel partito ed a candidare gente che ha sempre usato IDV come un autobus. Ad ogni nuova elezione si diceva che gli errori del passato non sarebbero stati ripetuti ma per una ragione o per l'altra a questi propositi non si e' mai dato seguito. E tutto ciò dietro lo scudo ed utilizzando la scusa della c.d. società civile e pagando un debito di sudditanza psicologica a Travaglio & co.

L'altro colpo di grazia e' venuto dalle europee del 2009 quando l'operazione di costruzione del personaggio De Magistris si e' in realtà risolta nella fase ultima di distruzione del partito.

No, RC e' solo l'ultimo atto di un suicidio politico annunciato, dovuto all'esplodere delle contraddizioni interne fra un appello alla legalità più fondamentalista e comportamenti / uomini non certo ad essa confacenti. Per restare nel "mio piccolo", voglio solo ricordare l'assoluto silenzio ed inazione dei vertici di IDV e di ADP in primis rispetto alla mala gestione dell'epoca Razzi, risoltasi con il "defenestramento" di chi protestava, vale a dire il sottoscritto.

Ed ora non mi fanno un po' sorridere i predicozzi dei vari ex parlamentari ... gli eletti "della prima ora" avrebbero dovuto VIGILARE sulle operazioni del partito e SOSTENERE gli attivisti che venivano invece ostracizzati, umiliati e vilipesi.

Ma forse erano troppo in altre faccende affacendati ... ed alcuni di essi troppo presi a godersi il loro posto al sole. Per quanto riguarda la difesa degli iscritti ed attivisti dalle porcate del potente di turno tutti gli eletti hanno le loro responsabilità, non vengano ora a raccontare storie!




martedì 26 febbraio 2013

Messaggio di servizio ai miei "amici & compagni" di partito

Mi scuso con i lettori per l'utilizzo improprio di questo blog come cartellone virtuale per mandare un messaggio a tutti i miei compagni di partito:



Cari "amici",

premesso che non c'è soddisfazione a urlare ai quattro venti "io l'avevo detto", finalmente questa bastonata (attesa e strameritata) darà a tutti noi la possibilità di scegliersi i propri compagni di squadra per l'avvenire in piena libertà e senza il vincolo dato dall'eredita' storica di un partito che ci legava per alcuni versi ma ci divideva per moltissimi altri. Anzi, la parte che ci divide e' preponderante rispetto a quella che ci unisce. Non ha quindi senso litigare ora anzi, vi invito a stare sereni perché tanto il conto alla rovescia e' scattato e fra pochi giorni/settimane/mesi le decisioni irrevocabili saranno prese e potremmo considerarci liberi dagli impegni presi ed avendo tutti fatto il nostro dovere (dal nostro punto di vista).

Non dovremo quindi più sorbirci le reciproche cialtronate che abbiamo sopportato per anni in nome del superiore interesse del partito, le filippiche dei tuttologi, i predicozzi delle pasionarie e le ramanzine dei generali senza esercito. Non dovremo neppure abbozzare quando rappresentanti istituzionali nominati o cooptati salgono in cattedra e pontificano, facendo bene attenzione che la polvere sia messa con cura sotto il tappeto, cercando di ritardare il più possibile il momento fatidico nel quale essa salterà inesorabilmente fuori.

All'esecutivo nazionale di IDV in Dicembre 40 votarono per l'accordo con la lista Ingroia ed altri 10 contro ... ora, sarebbe interessante avere la lista completa di chi stava da una parte e chi dall'altra, alcuni nomi li sappiamo ma altri no ... la vittoria ha molti padri, la sconfitta e' orfana. Ma sta anche a noi far si che chi ha sbagliato ne tragga le dovute conseguenze e ne paghi il fio.

Ed ora mi auguro che l'arancione ritorni ad essere solo il bellissimo e psichedelico colore di salutari frutti e verdure e che nessuno più si riappropri impunemente dell'opera artistica di Pelizza da Volpedo per fallimentari operazioni politiche.

Per ripartire occorrono programmi chiari e persone giuste ... senza le persone i programmi rimangono lettera morta, senza i programmi nascono solo demagoghi, ducetti e caudillos ... e di questi ne abbiamo già avuti abbastanza sia dentro che fuori il "nostro" partito

Un abbraccio agli amici ed a chi mi considera tale e tutta la mia cordiale indifferenza a tutti gli altri.

Massimo Bernacconi



lunedì 25 febbraio 2013

Oclocrazia 2013

A cosa assomigli questa tormentata fase storica nel giorno delle elezioni politiche nel bordello Italia ce lo insegnava lo storico greco Polibio nelle "Storie" già nel II sec. a.C. Peccato che poi l'uomo dimentica facilmente e si stupisce ...  

"Durante l'oclocrazia il popolo, danneggiato dal disordine politico e dalla corruzione, svilupperà il sentimento della giustizia e sarà spinto a credere nel populismo dei demagoghi che porteranno lo stato al caos da cui si uscirà quando emergerà un unico, e a volte virtuoso, demagogo che instaurerà il potere assoluto dittatoriale riportando lo stato alla monarchia."

Non occorre aggiungere altro, se non l'osservazione che di demagoghi in giro ce ne sono molti, ma nessuno di loro lo definirei virtuoso.




venerdì 22 febbraio 2013

Giannino ed il Tafazzi che e' in noi ...



L'unico aspetto positivo di questa demenziale campagna elettorale e' il suo essere durata poco. Finalmente questo fine settimana si vota e l'agonia sarà finita.

Il mio silenzio elettorale lo avevo già  iniziato da tempo e pare quindi strano che lo interrompa proprio oggi, alla vigilia dell'entrata in vigore di quello canonico. Ho pero' riflettuto un paio di giorni sulla scivolata masochistica di Oscar Giannino e ho ritenuto opportuno anche io dire la mia, unendomi in questo caso al coro dei tuttologi. 

Il danno di immagine prodotto dalle dichiarazioni millantatorie in realtà  trascende il personaggio (ed il suo sarto). Non parlo dell'essersi reso ridicolo di fronte all'opinione pubblica nazionale ... essa dimentica in fretta e l'aver mentito persino sulla sua partecipazione allo Zecchino d'Oro potrebbe assumere anche una connotazione di colore positiva ... poverino, aveva subito un trauma infantile!  

Non parlo del prevedibile naufragio elettorale di FFID, che già  nel fatto di voler arrestare il declino denota una certa ristrettezza di vedute e timidezza di orizzonti e quindi potrebbe essere rilanciato da un triumvirato composto da Topo Gigio, Fata Turchina e Mago Zurli' (che peraltro ha fatto già  autorevolmente sentire la sua voce rispetto al caso in questione). 

No!

Il vero danno di immagine Giannino lo ha arrecato al movimento liberale, che ancora una volta si ritrova orfano di un punto di riferimento e disperso in mille rivoli. Questo danno si somma al delitto politico compiuto da IDV che ha abdicato al suo essere partito post-ideologico di ispirazione squisitamente liberale e si e' lanciato in una assurda operazione elettorale assieme ad improbabili Compagni (C maiuscola intenzionale) di strada.

Ebbene si, ben vengano queste elezioni, chi sara' il vincitore non importa, l'alternativa e' scegliere fra il male ed il peggio. Il tempo di votare e turarsi il naso e' finito, piuttosto occorre il coraggio di non scegliere fra mali minori e dedicarsi anima e corpo alla costruzione di una alternativa al sistema di potere attuale da subito, in vista delle prossime elezioni. 

Subito e non indugiare oltre, visto che i tempi possono essere lunghi o brevissimi, a seconda del risultato delle urne:

  1. Ipotesi "grosse koalition" che io preferisco chiamare "normalizzazione brezneviana": accordo trasversale con Monti premier e nuovo PdR compiacente; grillini rumorosi protestatari ma in realtà parte dell'Opposizione di Sua Maestà . Si vota fra 5 anni dopo aver perfezionato il sacco del Paese e posto le basi di un patto di sindacato per il prossimo ventennio.
  2. Maggioranza appesa al Senato ed ingovernabilità  totale; ritorno alle urne in tempi rapidi, se il mercato delle vacche parlamentari non dovesse portare i risultati sperati e consolidare il governo con apporti di sangue fresco.
Mi giocherei la prima ipotesi all'80%, la seconda al 20% ... chissà  se qualche bookmaker inglese accetta scommesse ...

Ci risentiamo dopo le elezioni.

MB


martedì 5 febbraio 2013

Governo tecnico? Una insperata occasione per rifarsi una verginità

Commentatori più disincantati e cinici (tra i quali mi piace annoverare il sottoscritto) osservavano all'indomani dell'insediamento del cosiddetto governo tecnico di Mario Monti che il non aver mandato il paese alle urne avrebbe avuto due effetti:

1. da un lato si sarebbe potuto mettere immediatamente un pannicello caldo che avrebbe salvato la situazione finanziaria o almeno, rimandato l'inevitabile disastro
2. dall'altro, si offriva su un piatto d'argento ai responsabili dello sfacelo italiano (Berlusconi in primis ma gli "altri" certamente corresponsabili, si vedano i bilanci regionali al limite della bancarotta o la recente vicenda MPS) l'alibi per dire "ma io che c'entro, tutta colpa del governo tecnico, all'epoca i treni volavano, i ristoranti erano pieni e le donne erano di facili costumi".

Ecco, il "worst case scenario" si sta verificando:


  1. Il governo che doveva essere tecnico, in realtà  non lo era, con il risultato di non aver realizzato le riforme strutturali e culturali necessarie per fermare il declino (mi scuso se cito Giannino ma magari in campagna elettorale gli fa pure piacere)
  2. La campagna elettorale ha risvegliato i più  beceri istinti ed il linguaggio politico e' ripiombato nel triviale, a chi la spara più grossa (es. restituiremo l'IMU) o chi fa la voce più grossa (es. li sbraniamo). I contenuti? Chi se ne frega, tanto gli italiani votano con la panza pensando al pranzo e per la cena ... si vedrà.

Non volendo scadere nel facile qualunquismo, preciso che mi riferisco ai tre "poli" che si contendono il primato: i Montiani, i seguaci del redivivo ed immarcescibile saltimbanco di Arcore ed il PD. Sugli altri non mi pronuncio, facendo leva costoro sul populismo più sfegatato dei grillini, sul rispolverato giustizialismo (mai fuori stagione, per la verità) in salsa comunista (questa invece un po' stantia) dell'area che fa ora capo ufficialmente ad Ingroia, sull'apprezzabile (dal mio punto di vista) ma velleitario tentativo di rinascita culturale perseguito da Giannino.

Se la scorsa legislatura aveva venature tragicomiche, la prossima ventura si delinea come tendente al grottesco, premiando ancora una volta improbabili personaggi frutto dello "star system de noartri" (una comparsata in tivvu', una notizia sui giornali confezionata ad arte, una polemica montata su misura e via dicendo).

Di tutto ciò, alcuni sostengono la colpa più  grande sia proprio dell'Uomo del Colle. Orfano di una tradizione complottista e circondato probabilmente da cattivi consiglieri, il rappresentante dell'unita' della Nazione che i più malpensanti arrivano persino a sostenere abbiano disinvoltamente servito differenti padroni (fascisti, comunisti, servizi segreti d'oltre oceano e quant'altro di inconfessabile si possa immaginare) e di cui si mettono persino in dubbio i natali, collegandoli ad attività fedifraghe di esimi rappresentanti di Casa Savoia, il Presidente ha certamente mal gestito questa fase transizione ed il suo settennato non sara' certamente annoverato fra i più limpidi della storia repubblicana. 

Non sta a noi confutare o avvalorare dette ardite tesi, fatto sta che il para-golpe istituzionale che ha portato al governo Mario Monti al solito e' stato fatto all'Italiana, nel puro spirito dell'otto settembre 1943. Hm ... che ci sia veramente un inconfessabile filo rosso che lega questi due eventi in periodi storici cosi' diversi? Dan Brown ne potrebbe certamente trarre un romanzo di successo ... 


No, Monti non e' Cincinnato ... chi lo pensa o lo ha pensato e' un illuso (o un idiota o in malafede).

martedì 15 gennaio 2013

Curare la dipendenza da politica

La dipendenza da politica può  tranquillamente essere assimilata a quella da stupefacenti. Come disintossicarsi da essa? L'ex aspirante candidato, deluso nelle sue aspettative se lo e' chiesto nei giorni passati ma non c'e' nulla da fare ... finito il tempo delle recriminazioni e dell'autocommiserazione e' gia' tempo di elaborare nuove strategie e di pianificare il riscatto, dimostrare a se' stesso ed al mondo intero che alla fine quello che aveva ragione era proprio lui ... che ancora ha senso farsi illusioni sulla spinta al cambiamento ed al rinnovamento ... che ancora e' possibile che coloro i quali la predicano siano genuini e sinceri.

Mah ...

Finita quindi la settimana sabbatica del "non expedit" inizia la terapia di recupero ... visto che la politica oltre che dipendenza da anche assuefazione, per disintossicarsi da essa occorre ... più politica!

Certo, non quella marcia e becera nostrana, magari un po' di sana e vecchia politica estera riprendendo i dossier in sospeso, organizzare qualche convegno, partecipare a qualche workshop e dire la propria.

In attesa della prossima febbre elettorale.

Stay tuned!


mercoledì 9 gennaio 2013

Non expedit ...

L'improvvisa sparizione dal collimatore del "bersaglio grosso", quell'agognato seggio che costituirebbe il salto di qualità per entrare nella politica che "conta" ha lasciato indubbiamente costernato il nostro ex aspirante candidato. Egli si pone da allora un interrogativo costante ... che fare ... Что делать? ... direbbe Lenin.

Che fare ... partecipare attivamente come nulla fosse successo sostenendo gli amici che si presentano nella circoscrizione estero, dove invece le preferenze contano? Guardare verso altri lidi in cerca di possibili approdi futuri? Ritirarsi in un personale aventino in sdegnosa contemplazione delle miserie umane e politiche di questa eclissi repubblicana?

Troppo presto per prendere una decisione, occorre mente fredda ... nel frattempo meglio non impiccarsi ... ne' partecipare attivamente ne' sabotare ... non expedit nel gergo "d'oltretevere"... conviene tenere provvisoriamente la mente occupata con altre attività a volte troppo trascurate in nome del furor sacro della politica ed arrotolarsi nel privato ... la famiglia, vero rifugio dello spirito; la carriera, che ci da il nostro pane quotidiano; la cultura, lo sport, gli amici e via dicendo più o meno ludici baloccamenti ... per decidere c'è tempo.


Nota a margine:

Non expedit ... i pontefici non hanno inventano poi granché ... mi piace pensare che Pio IX, l'ultimo Papa Re nel proferire quella formula famosa abbia parafrasato un altro latino molto più antico e degno di stima, tale Seneca ... Non expedit omnia videre, omnia audire. Multae nos iniuriae transeant, ex quibus plerasque non accipit qui nescit. Non vis esse iracundus? ne fueris curiosus.

martedì 8 gennaio 2013

Candidato … ma anche no



Candidato … ma anche no.

I giochi sono ormai fatti e le liste quasi formate. Non e’ solo importante esserci, occorre soprattutto essere nella parte alta della lista, fra coloro che hanno qualche possibilità di essere eletti, visto che al parlamento si accede per nomina via lista bloccata (a parte la circoscrizione estero, ma questa e' un'altra storia).  

Altrimenti meglio non correre ... che senso ha fare i riempilista per legittimare un processo che di democratico ha soltanto il nome? E non che con le preferenze sia necessariamente meglio, intendiamoci ... la democrazia sostanziale ha bisogno di altri fondamentali, come altre volte abbiamo scritto.

E venne quindi l’ora della verità, sapere se quello che hai fatto dalle ultime elezioni in poi e’ stato sufficiente per entrare nelle grazie del capo o sei stato abbastanza abile/spregiudicato per lasciarti dietro la concorrenza. A meno che tu non militi in un partito che premia l’onesta’, la competenza ed il merito e non invece i galoppini dei soliti veri grandi elettori (servizi, mafie, grande capitale, chiesa, massoneria, mega-conglomerati che di cooperative di vari colori hanno soltanto il nome ... che poi alla fine sono tutti la stessa cosa) ... ma che sto dicendo, utopia, siamo in Italia no?

Scrivevo, l’ora della verità e’ scoccata per l’aspirante candidato, che ha conosciuto il suo prossimo destino tramite un freddo sms che testualmente recita “ ... caro Massimo purtroppo non c’e’ posto per te nella lista, ciao.” alla quale l’aspirante candidato, oramai mero spettatore della commedia elettorale e non più protagonista ancora non ha risposto. 

Lo stato d'animo spazia fra cinica autoironica e la masochistica soddisfazione di aver avuto ancora una volta la conferma al suo scetticismo cosmico, delusione per aver ancora una volta mal riposto la sua fiducia, euforia che l’incazzatura gli ha procurato e che lo porterà indefesso a perdere tempo fino alla prossime elezioni convinto di essere l'unico portatore della verità e delle soluzioni chiavi-in-mano per salvare il mondo, prigioniero della propria sindrome di Giove.

Candidato no, ma la voce invece quella la voglio, la rivendico, la pretendo e me la prendo.

Candidati senza voce o senza volto, non-candidati senza partito, orfani politici, fatemi sentire anche le vostre storie, il blog continua!

Massimo Bernacconi




A letter to Russian citizen Gerard Depardieu from one of YABLOKO's leaders




Open letter to actor Gerard Depardieu from Vladimir Gridin, leader of the Mordovia branch of YABLOKO


08/01/2013


Dear Mr. Depardieu,

In connection with your plans to settle in Mordovia, let me ask you a few questions as so to say your new compatriot.

1. A few days ago you visited Mordovia and, as you put it, you were stunned by the hospitality shown to you there. Vladimir Volkov, President of the Republic of Mordovia, offered you in a handsome gesture an apartment or a plot of land under a house. The generosity of the head of the region struck  many people in  the republic, especially the residents of Tambovskaya street in Saransk.

Do you know that this street is located close to the monument to Yemelyan Pugachev you were taken to see? Dozens of families had been living there in their private houses for years until the brother of the President of Mordovia put an eye on this plot of land. After trials in the controlled courts these families were deprived of their property titles and were unable to buy new housing with the compensation [assigned to them by the courts’ decisions]. Also there are many people enlisted in the housing queues in Mordovia (low income families, families with many children, handicapped, etc), they have been waiting for years to get from the state the housing they must get in accordance with the law. According to media reports, the head of the Republic donates you an apartment in one of the new apartment blocks in Saransk.

Here comes my first question. Do you think it is possible to accept such a gift taken away from one of these unfortunate Saransk families?

2. In a letter to Channel 1 you called modern Russia a "great democracy". Do you know that the party of your friend Vladimir Putin obtained 104 per cent of the vote in the Republic of Mordovia in the parliamentary elections of 2007?

And here comes one more question in terms of clarification: Do you think that the greatness of a democracy is measured by the amount of votes obtained by the ruling party at the elections?

3. In Russia people associate the decision of President Putin to grant you citizenship and the fuss around it in the state-owned media with the desire of the government to divert public attention from the “Anti-Magnitsky law” which has come into force. You probably know that Russia has adopted this law prohibiting to Americans to adopt Russian children in response to the U.S. entry ban for the persons responsible for the murder of Sergei Magnitsky.

And here comes my third question. Could you, as a Russian citizen, tell us about your attitude to this law the Russian society is so concerned about?

With a great respect for your talent,

Vladimir Gridin,
Chairman of the Mordovia branch of the YABLOKO party 


Prima legge di Kirchhoff applicata alla politica: 

"la somma dei candidati entranti in un partito in crescita è uguale alla somma degli eletti uscenti da detto partito in declino."