domenica 18 novembre 2012

Alcuni candidati sono "piu' uguali degli altri" anche nelle Primarie

Le cosiddette "primarie" dovrebbero costituire, agli occhi dei proponenti (onesti idealisti, ingenui o in malafede che siano) il trionfo della "democrazia dal basso", il momento in cui la "base" designa il suo "campione", lo sfidante che guiderà il partito o la coalizione alla vittoria contro il campo l'avversario nella tenzone elettorale prossima ventura.



In queste primarie farsa, che non ci e' ancora chiaro se sono esse del piddi' + satelliti o della coalizione del centrosinistra (ma quale coalizione? eppoi, esiste ancora la cosiddetta sinistra? E se esiste, fa essa gli interessi delle classi popolari o difende monopoli economici e culturali?) una delle condizioni basilari dovrebbe essere quella della parità fra i contendenti.

Certo, in teoria. In pratica, assistiamo al trionfo dell'inciucio, con la coppia di gemelli diversi Bersani-Renzi che partecipa in un edificante quadretto nella trasmissione contenitore della domenica (si veda Rai, duello Bersani-Renzi ma Vendola e c. s'infuriano ), con il conseguente coro di lamentele degli altri comprimari, Vendola in testa.

Ora, a chi giovano le primarie? Dove trovano i milioni di euro necessari alla partecipazione i "big"? Per Renzi si parla già di 3 milioni di euro, ma probabilmente e' una stima per difetto. Certamente non giovano alla democrazia ne' alla riduzione dei costi della politica, ma rappresentano uno sterile esercizio finalizzato alla legittimazione di una classe politica e dirigente che ha ormai raggiunto il capolinea.

E qui l'età anagrafica non c'entra.

Ulteriori letture US election system criticised over finance rules and voting restrictions