domenica 27 maggio 2012

Le critiche a Grillo e la morale degli schiavi

Prima Berlusconi ed ora Beppe Grillo / M5S.

Premesso il giudizio politico, storico ed umano profondamente negativo dello scrivente sulla parabola del potere di Silvio Berlusconi, pare che per sopravvivere alcuni partiti ed i loro ciclostili (ok, principalmente un partito, il Pd ed il suo strillone, La Repubblica) debbano creare nemici veri o presunti contro i quali gettare i propri strali, inveire per coprire le proprie manchevolezze, scatenare una caccia alle streghe invece di pensare seriamente a riformarsi (o all'eutanasia) e selezionare una migliore classe dirigente.

Orfani del re dell'avanspettacolo di Arcore, la palma dell'untore passa quindi al buffone di corte novello Savonarola che risponde al nome di Beppe Grillo ed ai suoi seguaci, i "Piagnoni" contemporanei che si sono aggregati sotto le bandiere del M5S (Movimento 5 Stelle).

E da quali pulpiti arrivano queste prediche? Nientepopodimeno da alte autorità morali che rispondono al nome di Massimo D'Alema o della "pasionaria" Rosy Bindi, ex gruppo dirigente dalla defunta "Margherita" (si, proprio quella di Lusi) ed in quanto tale accusata dai malpensanti di essere percettrice di fondi a sua insaputa !!!

Sulla fenomenologia di Beppe Grillo e dei suoi adepti, sul ruolo di Casaleggio, etc si possono scrivere trattati. Ma ciò non toglie che la classe politica di governo degli ultimi (20? 50? 150?) anni non sia stata in grado (ne' lo e' attualmente) di dare risposte credibili e conclusive ai problemi dell'Italia, che dall'Unita' in poi si ripresentano sotto nomi, forme e sfaccettature diverse (questione meridionale, mafia, corruzione povertà, questione "romana", leggi "ingerenza della Chiesa", etc etc).

Per essere degni di essere chiamati classe "dirigente" occorre "dirigere", non nel senso di imporre soluzioni autoritarie come auspicherebbero coloro che agitano i fantasmi del "pericolo anarchico", ma nell'accezione di trasmettere visioni del futuro, sogni ed idee, cosa che ben pochi sono in grado di fare, fra le mummie depositarie di un potere autoreferenziale ed ipocrita (visto che poi alla fine non sono certo loro che comandano) sia in Italia che (purtroppo) in Europa. 

E qui occorre riagganciarci alla ragione d'essere della nostra battaglia: fornire a tutti coloro che ne hanno la voglia, l'energia, le idee e le capacita' di poter concorrere ad armi pari nel processo di costituzione della élite politica del nostro paese. M5S nel suo piccolo, fra molte contraddizioni, lo sta facendo (non perché i suoi dirigenti siano migliori degli altri, ma perché in questo sta il loro "core business"). Altri partiti si sono proposti questo obiettivo nella loro carta fondativa (es. IDV). Che anche i rimanenti, più grandi e strutturati, si muovano in questo senso se non vogliono sparire, come direbbe Grillo, nel "fragore di un peto".

Per concludere, citiamo le pagine del filosofo a noi caro, Federico Nietzsche

"Esiste una morale dei signori e una morale degli schiavi. [...] Lo schiavo non vede di buon occhio le virtù dei potenti: è scettico e diffidente, ha la raffinatezza della diffidenza per tutto quanto di "buono" venga tenuto in onore in mezzo a costoro, vorrebbe persuadersi che tra quelli la stessa felicità non è genuina."

Nell'Italia del 2012 la morale degli schiavi e' solamente "falsa ed ipocrita", visto che le virtù della pietà, la mano compiacente e soccorrevole, il calore del cuore, la pazienza, l’operosità, l’umiltà e la gentilezza non sono poi messe in pratica da coloro i quali le predicano e poi si crogiolano in decenni di ozi parlamentari e camarille di corte.

martedì 15 maggio 2012

I cosiddetti "rimborsi elettorali" - tanti ed a rate ma pur sempre "maledetti"

E' di queste ore la notizia che le firme necessarie sono state raccolte e presentate da ITALIA DEI VALORI.

Ci sarebbe da chiedersi a cosa sia servito il precedente referendum sul tema, in quanto i finanziamenti usciti dalla porta se poi sono rientrati dalla finestra sotto la forma ancora più subdola ed ipocrita di "rimborsi elettorali".

Al di la' di queste disquisizioni, ci pare una iniziativa sacrosanta. Per fare buona politica, soprattutto a livello locale, non servono vagonate di milioni, ma dedizione ed impegno.

La parte migliore, più genuina e divertente del mio impegno politico e' stata proprio quando i finanziamenti pubblici non arrivavano perché alle elezioni del 2001 non passammo lo sbarramento.

Arrivati i soldi sono arrivati i problemi, gli avvoltoi della politica, i profittatori hanno fatto di tutto per soppiantare i genuini entusiasti, che proprio perché genuini non posseggono la malizia ed il cinismo per potervisi opporre efficacemente.

Ecco quindi arrivare i signori delle tessere e scatenarsi la lotta all'ultimo sangue per accaparrarsi una fetta del bottino.

L'unico modo per ridare la politica ai cittadini ed ai competenti e' quello di rendere meno interessante ed appetibile economicamente l'elezione alle cariche pubbliche, e punire in maniera severissima coloro che approfittano del loro ruolo per estorcere o distrarre somme di danaro dalla funzione pubblica.

L'abolizione del finanziamento / rimborso e' solo il primo passo, auguriamoci che ad esso seguano anche gli altri.