mercoledì 5 luglio 2017

LIBIA: CHIARIAMOCI UNA VOLTA PER TUTTE

Non possiamo pretendere di controllare i confini della Libia

La nostra ormai "vecchia" (2014) proposta consiste nel raggiungere un accordo con uno dei "signori della guerra" locali (facendo una offerta che non si possa rifiutare), limitato ad una striscia di terra lunga qualche km e larga altrettanto dove impiantare un aeroporto, un porto, securizzarla al meglio con l'invio di un dispositivo militare robusto ed allestire un campo da 100-200 mila posti gestito, idealmente, da Unione Europea (ma visto il clima politico generale anche a sola gestione italiana). 

Un progetto ambizioso ma se pensiamo i miliardi che stiamo gettando al vento con scarsi risultati e migliaia di morti ogni anno in traversate della speranza, assolutamente ragionevole.

Quelli che si salvano in mare o si recuperano a terra si concentrano la' e si identificano.
  • I richiedenti asilo che si qualificano allo stato di rifugiati o le persone che vanno protette per ragioni umanitarie si portano in Europa; 
  • I c.d. "migranti economici" si ripartiscono per quote ed esaurite le quote si rimandano a casa in qualche modo; 
  • I terroristi potenziali che cascano nella rete si mettono in condizione di non nuocere.
Non possiamo risolvere i problemi del mondo ma possiamo limitare l'impatto che questi hanno su di noi senza venir meno ai doveri di accoglienza ed umanità ed al rispetto del diritto internazionale che ci devono essere propri.

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sabato 10 giugno 2017

Note conferenza tematica CSV 6 Giugno 2017

 

Tema della serata - RIFORME PER L'ITALIA: UNA SFIDA IMPOSSIBILE?


  1. Quali sono le riforme urgenti per far ripartire l'Italia? 
  2. Quali sono i fattori di blocco e cosa si può fare per rimuoverli?
Premessa: le questioni “antropologiche” (la mentalità, l’assenza diffusa del “senso dello stato” e spesso anche del “buon senso”) sono i veri macigni che impediscono le riforme ma non possono essere rimossi in tempi brevi, occorreranno generazioni, quindi non li affronteremo ma ci limiteremo ad obiettivi circoscritti e percorribili.

BOZZA NOTE DELLA RIUNIONE

SANITÀ

Massarente Diego Esperienza delle riforme governative fondamentalmente negativa
Samantha Trezzi Assenza meritocrazia penalizza il settore. Piramide eta’ ed assenza politiche turn over con personale permanente penalizzano la qualità del servizio. Mancano decisioni rispetto alla priorità di spesa e si creano quindi sprechi. Non esiste un sistema di misura efficace della qualità del servizio mentre impazzano clientelismo, burocrazia e tensione fra gli utenti che a volte sfociano in aggressioni fisiche e verbali. Le nomine dei vertici non arrivano in base alla conoscenza del “lavoro” ma solo in accordo a logiche di tipo amministrativo burocratico, quando non in ossequio a logiche malsane: questo crea disorganizzazione e malcontento (vedi legge Maroni sulla riforma della sanità pubblica in Lombardia).

 

GIUSTIZIA

Massarente Diego Rafforzare distretti d’appello; snellire iter burocratico; introdurre sistema meritocratico per premiare la “gente che lavora”. Semplificazione lessicale (in generale per tutto il settore pubblico).
Max Albano uscire da una logica cartacea ed informatizzare pienamente la giustizia

 

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Kite Balmungh Grilk (Eric) passare da visione legata ad “economia industriale” a quella di “economia digitale” -> cambio paradigma -> dalla “offerta” di servizi spesso non richiesti e non voluti a quella della “domanda”. Politiche della spesa schizofreniche (2015-2016 espansive senza tener conto della reale domanda) mentre sarebbe necessario snellire burocrazia con servizi di prossimità e su “piccola scala”. Progetto pilota nel campo della ISTRUZIONE -> diminuzione della spesa in maniera orizzontale su un arco di tempo predeterminato (es. 5 anni) e su come raggiungerlo.
Maurizio Noris parola d’ordine “sburocratizzazione” -> snellimento processi -> eccesso di burocrazia non solo e’ nefasta per efficienza ma toglie risorse umane ad economia “produttiva” -> necessario processo di riqualificazione (come?) del personale PP.AA per riadattarsi al del settore privato (per far cosa?) -> aumento produzione e cambio mentalità.
Max Albano dal punto di vista del commercio gli ostacoli sono: tasse; grandi monopoli; regime delle licenze; costi di ingresso nel mercato.
Nome rimosso su richiesta partecipante E’ importante che nel nostro paese si attuino concretamente delle Riforme strutturali efficaci, per tentare di risolvere il calo di produttività che influisce sulla ripresa del paese. Tutto ruota intorno al pianeta lavoro. Se non c’è lavoro non ci sarà ripresa economica. Il paese per aumentare le soglie di crescita ha bisogno di investire (macro-economia e micro economia). Le imprese hanno bisogno di investire in nuove tecnologie e innovazione per essere competitivi sul mercato soprattutto quello internazionale. Viviamo la grande epoca della globalizzazione economica, chi pensa di investire solo sui mercati interni è destinato quasi sicuramente a rimanere confinato e forse anche a fallire. Chi investe e si affaccia ad un mercato internazionale più vasto ha maggiore possibilità di sopravvivere. Per l ‘Italia l export è molto importante. L’embargo russo, ad esempio, è stato negativo per il nostro paese perchè ha di fatto diminuito l’export verso la Russia che in qualche modo ha incentivato la contraffazione di prodotti agro-alimentari tipici italiani. Ma bisognerebbe anche rendere il nostro paese appetibile, in modo che le imprese straniere possano investire in Italia. Ma qui sorge il problema dei costi per le imprese e dei costi per le risorse umane da impiegare nell’impresa. Questo è uno dei motivi per il quale molte aziende lasciano il paese per andare ad investire all estero.Aumentando la produttività come spiegato sopra, aumenterebbe la richiesta della forza lavoro, la moneta circolerebbe di più e i cittadini aumenterebbero i consumi. Questo è solo uno dei punti che fanno parte della cosiddetta Riforma strutturale e che secondo me è molto importante.
Mirko Guidotti interviene sui punti sollevati da Eric , introduce una parentesi su processi di globalizzazione che hanno influenzato negativamente i processi decisionali nazionali. 

venerdì 9 giugno 2017

QUEL FASCINO SOTTILE DEL SUICIDIO POLITICO: IL CASO MAY

... altro che Blue Whale!

Le notizie che sono arrivate nella notte sull'esito delle elezioni britanniche, con quello che in gergo locale si chiama hung parliament, cioè una situazione dove non esiste una chiara maggioranza monocolore, hanno certificato il suicidio politico di Theresa May.

Beh, chi poteva dirlo, sosterranno alcuni ...

... in realtà se si osserva attentamente questo evento si colloca nella scia di altri simili dove leaders politici che apparivano saldissimi hanno perso azzardate scommesse politiche non richieste e non necessarie nel tentativo di rafforzare ulteriormente la loro leadership schiacciando le opposizioni interne ed emergendo come l'unico elemento stabilizzante del sistema.

Due casi recentissimi ci vengono in mente:

  • David Cameron, con la sua genialata del referendum su Brexit (si e' dovuto poi dimettere con ignominia), il fattore scatenante per tutto il casino successivo;
  • Matteo Renzi, con il referendum confermativo sulla riforma istituzionale (dimissioni da PdCM e recentissimo ripescaggio come segretario del PD)

Lo stesso Erdogan ha rischiato molto sul suo referendum per assumere maggiori poteri, riportando una vittoria di strettissima misura in un contesto altamente polarizzato ... lui può anche aver vinto ma la Turchia ha certamente perso.

Come sono andate quindi le elezioni?

I risultati finali consolidati li trovate a questo link della BBC ; in somma analisi "a caldo":

  1. Theresa May e' la grande sconfitta in termini personali delle elezioni
  2. I Conservatori perdono la maggioranza assoluta e dovranno fare una coalizione se vorranno governare;
  3. I Laburisti, che erano spacciati, risorgono non tanto grazie alla leadership di Corbyn quanto per la dabbenaggine dei conservatori che hanno gettato alle ortiche la loro supremazia;
  4. I Liberal Democratici, pur avanzando leggermente, non riescono a capitalizzare il risentimento anti-brexit di parte della popolazione, i voti della quale si sono piuttosto riversati sul Labour, che rispetto alla questione ha tenuto invece propositi ambigui.
  5. I Nazionalisti Scozzesi subiscono un vero e proprio tracollo, rendendo alquanto improbabile un nuovo referendum per una uscita dal Regno Unito.

Che spiragli si aprono? Difficile se non impossibile immaginare una maggioranza senza Conservatori, che dovranno darsi da fare per raccattare una maggioranza risicata ... difficile anche immaginare una ripetizione dell'esperimento Tories-LibDems del primo gabinetto Cameron, vista la prospettiva diametralmente opposta su Brexit.
Ci aspetta un mercato delle vacche su singoli parlamentari indipendenti? Nulla e' da escludere, allo stato attuale.